2011-2012 & PRONOSTICI
20 MAGGIO 2012: ONORATE LA MAGLIA
***ONORATE SEMPRE I NOSTRI COLORI***
LA VITTORIA NON PORTA ALLA CHAMPIONS
Sin dall'ingresso in campo delle due squadre, si avverte nell'aria, che questa del San Paolo sarà una partita scoppiettante, anche perché il Napoli è costretto a vincere e sperare, in un passo falso delle dirette avversarie alla rincorsa del terzo posto. Il Siena da il calcio d'inizio alla partita. Il Napoli, spinto anche dal proprio pubblico, va subito in vantaggio al 3'. Pandev pesca con un bel pallone Hamsik, il quale dopo aver superato il marcatore, con un passaggio preciso trova libero Dossena, che riesce ad infilare in rete, ottenendo anche il primo gol in stagione in Serie A.
Il Siena non ci sta, vuole onorare fino all'ultimo il campionato e trova subito il pareggio anche grazie ad una solita disattenzione difensiva, con la complicità di Cannavaro che non copre e un De Sanctis che esegue un uscita a vuoto, regalando così palla a Destro, cercato e ben pescato da Brienza con un lungo lancio. Oltre al gol, il Napoli paga anche l'infortunio di Cannavaro, colpito da una ginocchiata di Destro al momento del tiro e sostituito al 16', nonostante abbia in ogni modo cercato di restare in campo in sostegno dei compagni di squadra. Al suo posto entra Fernandez, quest'ultimo dopo le meno eccellenti prestazioni precedenti, riesce stavolta a dare maggiore sicurezza al reparto difensivo. Il match rimane vibrante, con un Napoli che sembra avere un leggero predominio in campo, offrendo agli avversari solo qualche ripartenza, senza mai impensierire la squadra azzurra. E' ancora il Napoli ad avere la meglio al 33', trovando la rete del 2-1. Campagnaro arriva di gran carriera dalla fascia destra, superando brillantemente gli avversari davanti a lui, portandosi sino alla linea di fondo, da dove fa partire l'assist, trovando ancora una volta Dossena sotto porta, pronto a ribattere a rete dopo aver raccolto la deviazione del portiere. Era aprile del 2011, quando mise a segno il suo ultimo gol, mentre oggi, allo stadio San Poaolo, trova anche la sua prima doppietta della carriera in Serie A. Si va al riposo con il meritato vantaggio del Napoli.
Il secondo tempo vede ancora i partenopei mettere pressione ai toscani. I bianconeri provano a reagire e all'11' è De Sanctis a essere severamente impegnato per sventare un contropiede di Destro, facendosi perdonare dell'errore in occasione del gol. La partita prosegue sempre con gli azzurri avanti e più determinati a trovare la rete, nonostante gli ospiti non siano mai assenti, cercando di colpire in contropiede. Nella fase finale della gara è ancora De Sanctis ad intercettare una giocata da figurine Panini di D'Agostino.
La partita si conclude con un meritatissimo 2-1 per il Napoli, che però non è riuscito a conquistare un posto in Champions League, avendo comunque l'opportunità di disputare l'Europa League nella prossima stagione. Prima però, non dimentichiamo che al Napoli resta da fare un ultimo sforzo in questa stagione, il prossimo week-end c'è la finale di Coppa Italia contro la Juventus.
I TIFOSI AZZURRI, GLI UNICI DA CHAMPIONS
I tifosi del Napoli non si tirano indietro, come sempre si dimostrano da Champions, cosa che invece non fanno gli undici azzurri in campo, fatta eccezione solo della prima parte della gara, dove è riuscita a centrare ben tre traverse e aver sciupato almeno due chiare occasioni da gol, da pochi metri: una con Hamsik, intercettata dal portiere e l'altra con Cavani, che spedisce di poco a lato. Si interrompe incredibilmente il sogno Champions al Dall'Ara contro un Bologna estremamente fortunato, ma con un unico obiettivo, quello di salutare il proprio pubblico con una prestazione dignitosa, portandola, contro ogni aspettativa, a trovare persino la vittoria, nonostante la classifica non abbia più nulla da concedere. Partenza strepitosa del Napoli che inganna il pubblico napoletano, evidentemente soddisfatto, ma a gelare l'euforia ci pensa Diamanti, mettendo a segno il suo settimo centro e il Napoli, subìto il colpo ha un calo psicologico. Nonostante tutto il Napoli prova comunque a tenere in piedi la gara fino al termine del primo tempo, sciupando anche qualche occasione ghiotta e concedendo al Bologna solo qualche ripartenza che non impensierisce però la retroguardia azzurra.
A congratularsi nonostante il risultato negli spogliatoi arriva anche il padron De Laurentiis, che lascia la tribuna per stare vicino alla sua squadra. Rientro in campo ma a quanto pare la sveglia suonata non da frutti, anzi tutt'altro, perché il Napoli sparisce completamente, concedendo spazi, senza mai riuscire a tirare verso la porta, riproponendo i soliti passaggi e lanci lunghi che, come gia visto, non portano a nulla. Sa approfittarne del momento di difficoltà il Bologna, trovando anche il secondo gol con Rubin.
Doccia gelata per i sostenitori del Napoli, che increduli restano a guardare l'allontanarsi della Champions, grazie anche al vantaggio (tra l'altro tanto rumoreggiato dai sostenitori rossoblù) dell'Udinese e Lazio.
E' proprio questo atteggiamento a fare più male ai tifosi del Napoli. Inspiegabile quest'odio dimostrato dai sostenitori avversari, in una città dove, a far parte della popolazione, c'é un gran numero di napoletani. Pensare inoltre che qualche anno fa, furono proprio gli azzurri a non affondare il colpo contro il Bologna, consentendole di restare in serie A. Di certo il Napoli non vuole regali, perché è giusto che sia così, la Champions va conquistata con merito e oggi il Napoli non l'ha meritata, ma i sostenitori azzurri avrebbero gradito maggiore rispetto. A questo punto: legata al dito e a buon rendere!!!
NAPOLI SPIETATO VERSO LA CHAMPIONS
Allo stadio San Paolo il Napoli ha battuto il Palermo per 2-0 nell'anticipo valido per la 36esima giornata di A. Mazzarri preferisce Pandev a Lavezzi, confermando Fernandez a completare il trio difensivo mentre Mutti, che deve fare a meno di Miccoli e Silvestre, piazza Ilicic dietro l'unica punta Hernandez. Partenza di fuoco per entrambe le squadre, Inler a un passo dal vantaggio al minuto 5, tira, sradicando palla dai piedi di Pandev, il quale tarda ad allontanarsi dal pallone, infastidendo il compagno e la conclusione va a staparsi sull'incrocio. Passano 2' e arriva la la risposta rosanero, ma uno strepitoso De Sanctis evita il vantaggio con un doppio intervento, salvando prima su Ilicic poi su Hernandez.
Il Napoli prova a premere sull'accelleratore mettendo pressione e al 15' il match si sblocca, con Cavani che libera Pandev, il quale prova a riproporre verso il centro dell'area, Milanovic nel contrasto colpisce la sfera in scivolata prima con la coscia e poi con il braccio. Da regolamento quando la palla prima di essere toccata con il braccio tocca un'altra parte del corpo non è rigore, stavolta, a ripagare anche i tanti errori arbitrali nelle precedenti gare a sfavore del Napoli, per De Marco è rigore, che Cavani insacca per il suo personale 23° centro. Per il Napoli le cose sembrano andare per il meglio,riuscendo a gestire in maniera impeccabile le offensive avversarie, costruendo e lasciando avvertire nell'aria anche l'odore del secondo gol. Al 35' arriva anche il raddoppio, grazie al perfetto inserimento di Hamsik sul pallonetto di un ottimo Pandev, stop di petto e tocco a battere l'incolpevole Viviano. Tutto perfetto e grande festa sugli spalti del San Paolo. Nel finale intervento di Cannavaro, ottima la scelta di tempo, in scivolata su Ilicic in area, il quale era pronto a battere verso la porta a pochi passi da De Sanctis, dopo che aveva superato in corsa Aronica.
Ripresa a ritmi bassi senza vere occasioni fino al minuto 68, quando Cannavaro da due passi non riesce a deviare in rete il perfetto traversone di Hamsik.
Il Palermo prova a creare qualche fastidio in più al Napoli alzando il baricentro del gioco e arriva anche il gol di Abel Hernandez, ma giustamente annullato per fuorigioco. Al 75' è bravissimo De Sanctis ad allungarsi sulla conclusione di Zahavi. Nell'ultimo quarto d'ora standing ovation per Pandev e Hamsik, risultati sicuramente tra i migliori in campo, sostituiti da Lavezzi (ancora non al top) e Dossena. Spazio anche per Britos, subentrato a Fernandez, che con la prova di oggi, riscatta la brutta prestazione di Roma. Nel finale i ritmi calano e il triplice fischio dell'arbitro certifica la buona forma del Napoli, al terzo successo consecutivo e in pole position per l'ultima piazza per l'Europa che conta. Ora spetta a Inter, Udinese e Lazio le quali dovranno rispondere a tale vittoria per il terzo posto.
ROMA - NAPOLI 2-2 VANIFICATA LA RIMONTA
Nei primi minuti della gara, il Napoli con le sue ripartenze sembra voler impostare subito a proprio favore l'incontro. Basta poco però alla Roma per prendere il pallino del gioco ed impostare le azioni più pericolose. Al 28' una ghiottissima occasione per i giallorossi, su tiro potente di Totti, De Sanctis può solo respingere, come al solito una difesa statica consente a Gago di arrivare prima sul pallone, il quale da pochi passi, a porta sguarnita, incredibilmente fallisce, spedendo oltre il palo. Questo però è il chiaro segnale di ciò che sta per accadere e al 41' arriva il goal giallorosso, grazie ad un'invenzione al volo di Totti. Con un preciso tocco invita Rosi sulla fascia destra (lasciato troppo solo da Zuniga) da dove a sua volta, fa partire un cross basso verso il centro area per Marquinho, che in anticipo su Fernandez, grazie anche ad un movimento errato di Cannavaro, che non incrocia per intercettare, insacca.
Si rientra per la seconda frazione, con il Napoli sotto di un gol, ma evidentemente scosso negli spogliatoi da Mazzarri. Al 49' il Napoli trova il gol del pari, grazie ad un gran tiro dalla distanza di Zuniga che non lascia scampo a Lobont. Ecco tornata la stima e la grinta giusta ali azzurri, che stavolta arrivano sempre primi sulla palla, riuscendo a mandare in tilt i giallorossi, evidentemente impauriti. Il pressing azzurro da i frutti ricercati, al 68' con una splendida conclusione a giro, anche stavolta da fuori area e dal solito Matador Cavani. Quello che a fine di primo tempo sembrava impensabile si sta concretizzando all'Olimpico di Roma, il Napoli gestisce la gara impensierendo la retroguardia avversaria con le ripartenze. Intanto Mazzarri fa riposare l'autore del gol Cavani, il quale sembra di non gradire la sostituzione e al suo posto c'è il ritorno in campo di Lavezzi. Quest'ultimo però, mai entrato in partita non risulta pungente quanto il suo compagno. Siamo agli ultimi sgoccioli di gara e all'88' accade quello che nessuno si aspetta più, dalla sinistra Tallo spedisce una palla al centro dell'area del Napoli, dove ad attendere ci sarebbe dovuto essere una difesa schierata e invece si presenta Simplicio, in anticipo su Zuniga e beffa tutti, ridonando il sorriso, anche se non di totale soddisfazione ai tifosi giallorossi, i quali a fine gara, dagli spalti fanno nuovamente partire cori di contestazione, dopo aver invitato i giocatori sotto la curva.
Peccato, sarebbe bastata solo un po' più di attenzione per portare a casa i tre punti, il terzo posto e maggiore serenità utile poi per affrontare il Palermo martedi sera al San Paolo per proseguire nella corsa alla Champions.
NAPOLI NON MOLLA, VUOLE LA CHAMPIONS
Due squadre, a contendersi tre punti preziosi, per i padroni di casa in gioco c'è la salvezza, per gli azzurri, una ghiottissima opportunità di avvicinarsi alla zona Champions, specie dopo la sconfitta della Lazio, nell'anticipo inflitta dal Novara.
Ritmi alti fin dall’inizio della gara e a beneficiarne è il Napoli, sbloccando al 4’ il risultato con un formidabile destro al volo di Hamsik, su cross da punizione di Inler,. Gol del vantaggio e lo schema è servito egregiamente.
Il Lecce, con Cuadrado, prova più volte le sue incursioni, quasi sempre vanificate però da un attento Zuniga, con la complicità di tutta la retroguardia azzurra. Il Napoli non sta a guardare, proponendosi più volte in offensiva e gestendo il possesso palla. Maggio al 23’ ha l’occasione di portare i suoi su un tranquillo 0-2, ma tarda la conclusione, facendosi soffiare la palla. Al 35’ Cuadrado da destra crossa in mezzo, trovando Di Michele, pronto a liberare con una sponda aerea a centro area Muriel, il quale, grazie alla solita disattenzione difensiva azzurra, si trova tutto solo, avendo tutto il tempo per stoppare, incartandosi però proprio sul più bello, facendo partire un tiro debole che non impensierisce De Sanctis. Poco prima del fischio dell'arbitro Tagliavento che decreta la fine del primo tempo, è ancora il Napoli con Dzemaili a sfiorare il raddoppio da posizione defilata, Benassi è lì e salva coi pugni.
Si riparte e subito si nota un Lecce agguerrito. Di Michele con uno slalom, salta prima Inler , poi Campagnaro, poi dopo un contrasto con Gargano cade chiedendo il rigore che non gli viene concesso. Bastano pochi minuti al Napoli che prende le giuste misure, sfruttando un ottimo contropiede (scena che ci riporta ai grandi momenti di questa squadra), innescato da Cannavaro, il quale recupera su Muriel e lancia Cavani, invitandolo a festeggiare il suo 100esimo gol e il doppio vantaggio per il Napoli, chiudendo virtualmente il match. A questo punto il Napoli tira un po' i remi in barca, cercando di gestire il match senza ulteriore dispendio di energie, consentendo però qualche volta agli avversari di avvicinarsi troppo nei pressi della porta difesa da De Sanctis. Cuadrado prova a smuovere i compagni di squadra, portandosi palla al piede in area di rigore, dove ad attenderlo trova un attentissimo Cannavaro e non riuscendo in altro modo a superarlo si lascia cadere chiedendo il calcio di rigore. In tal caso oltre a regalare un servizio alla trasmissione televisiva "Striscia la Notizia" per "tutti giu per terra", avrebbe decisamente meritato il cartellino, che sarebbe stato di colore rosso in quanto già ammonito. A pagarne le spese invece sono Del Vecchio e lo stesso Cannavaro con il giallo per aver discusso in maniera troppo animata l'accaduto.
Si prosegue con azioni poco convinte da entrambe le parti. Ancora una volta si nota un vivace Vargas (subentrato ad Hamsik al 69’), a caccia del suo primo gol con la maglia azzurra, ma è costretto a rinviare l’appuntamento.
Tagliavento fischia la fine del match e il Napoli vola. Tre punti che pesano come una zavorra in chiave terzo posto.
Inoltre in un momento poco felice dei "cugini" genoani, questo è sicuramente un pensiero a loro gradito in chiave salvezza, bloccando i salentini a -1 e in piena zona retrocessione.
IL NAPOLI RITROVA LA GIUSTA MEDICINA
Walter Mazzarri chiede ancora sostegno ai tifosi del Napoli, i quali nonostante il non tutto esaurito, offrono come al solito totale sostegno con tanto fiato e tanto amore. Gli azzurri si presentano con De Sanctis-Campagnaro-Cannavaro-Aronica-Maggio-Gargano-Inler (77' Vargas), Zuniga (89' Dossena). Dzemaili-Hamsik (90+1' Ammendola), Cavani.
Si parte con il minuto di silenzio in ricordo del Moro, durante il quale i sostenitori del Napoli, espongono numerosi striscioni di cordoglio e una maglia granata gigante, con su il numero 25.
Pronti, via e c'e' subito il primo colpo di scena. Nel fischiare un fallo per il Napoli, l'arbitro Daniele Doveri alza il braccio destro in modo brusco e si procura una lussazione alla spalla: gioco interrotto dopo poco più di trenta secondi. Il medico sociale dei partenopei, Alfonso De Nicola, soccorre il direttore di gara, riducendo la lussazione in campo e poi conducendo Doveri in infermeria per un'infiltrazione. Dopo diciotto minuti la partita puo' dunque riprendere e il Napoli, per nulla distratto dall'accaduto, si riversa subito nella meta' campo del Novara alla ricerca del gol.
Scelta ripagata quella del mister di preferire il centrocampista svizzero Dzemaili, a Vargas, risultsto molto attivo sulla trequarti dove agisce insieme ad Hamsik per rifornire l'unica punta Cavani. E proprio l'uruguaiano sfiora subito il gol al 9': uno splendido lancio di Inler premia l'inserimento di Maggio, ma sul cross basso del laterale azzurro Cavani arriva in leggero ritardo e non inquadra la porta mal difesa da Fontana. Il Novara prova timidamente a farsi vedere nell'area partenopea, ma l'inserimento di Porcari al 12' (sventato in uscita da De Sanctis) rimarra' l'unico pericolo creato dai piemontesi nel primo tempo.
Il Napoli, al contrario, spinge sull'acceleratore e sfiora ancora il vantaggio al 14': sull'angolo battuto da Gargano, Maggio anticipa il diretto marcatore e colpisce di testa a botta sicura, ma d'istinto Gemiti, sulla linea di porta, devia la traiettoria sulla traversa e salva il Novara. Per il vantaggio partenopeo, del resto, basta attendere pochi minuti: al 21' il maldestro Fontana svirgola in modo clamoroso un rinvio, Dzemaili raccoglie la palla al limite dell'area e serve Cavani, solo davanti alla porta sguarnita. Trovato il vantaggio, il Napoli addormenta la partita con il possesso palla e poi sorprende l'inadeguata retroguardia del Novara con improvvise accelerazioni. L'esempio piu' chiaro al 37', quando la squadra di Mazzarri raddoppia e chiude di fatto la partita: il rilancio di Gargano trova libero Cavani, l'uruguaiano entra in area e prova la conclusione sul secondo palo, Fontana devia ma nulla puo' sulla ribattuta ravvicinata di Cannavaro, il quale prima raccoglie la deviazione con un colpo di tacco. per poi tirare un missile sotto la traversa, dove nulla può il portiere.
Nella ripresa il Novara prova ad alzare il baricentro, ma l'unica conclusione nello specchio della porta avversaria arriva al 25', un debole colpo di testa di Caracciolo facilmente bloccato da De Sanctis.
Il Napoli controlla la gara, gestendo al meglio anche il dispendio di energie, sfiorando il terzo gol con Dzemaili al 15', Cavani e subito dopo Hamsik al 35', trovando Fontana. Prima del fischio finale c'e' solo il tempo per l'esordio in serie A del giovane azzurro Ammendola.
Gli azzurri, con questa meritata vittoria, pongono fine ad un periodo di risultati negativi, portandosi a quota 51 in classifica, nuovamente a rincorrere il terzo posto.
TRAGICAMENTE SCOMPARSO MOROSINI
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, lo staff tecnico, la squadra tutta, SSC Napoli e Club Tifosi del Napoli, partecipano commossi al dolore della famiglia e della AS Livorno per la tragica scomparsa di Piermario Morosini.
CARO NAPOLI, SEI PROPRIO RIDICOLO
Ultima spiaggia per gli uomini di Mazzarri, contro l'Atalanta al San Paolo nel turno infrasettimanale. Un inizuio subito in salita per gli azzurri, perché al minuto nove è l'Atalanta ad andare in rete, con Bonaventura lasciato come al solito solo in area di rigore, il quale indovina un diagonale con il sinistro che scavalca De Sanctis.
Questa volta il Napoli sembra trovare subito la forza di reagire, tanto che dopo soli tre minuti trova il gol, grazie ad una ben collaudata ripartenza finalizzata da Lavezzi, il quale mette a segno anche il suo nuovo record di gol in campionato con la maglia azzurra.
Fino allo scadere del primo tempo, poche sono le emozioni, fatta eccezione di uno splendido calcio di punizione tirato da Cavani, purtroppo risultato però troppo centrale. Si va a riposo con il risultato fermo sull'1-1.
Si rientra per il secondo tempo e Mazzarri corre ai ripari invertendo le posizioni di Campagnaro e Grava, quest'ultimo risultato piuttosto spaesato nel primo tempo.
Questa scelta sembra però non favorire gli azzurri, tanto che proprio dal lato di Grava (quest'ultimo stavolta impegnato a seguire il suo marcatore nel centro area), tutto solo Bellini, grazie ad un varco lasciatogli libero da Cavani ed Hamsik i quali, incuranti gli consentono di sfruttare un ottimo assist di Schelotto, fino ad insaccare De Sanctis, che in questo caso avrebbe probabilmente potuto anticipare l'uscita, per cercare di evitare l'ennesimo gol.
Bisogna aspettare ancora cinque minuti per vedere una ghiotta occasione per il Napoli: cross di Dossena in piena area di rigore, ma Pandev si lascia sorprendere dall'intervento a vuoto del suo marcatore, ritrovandosi il pallone sul petto, che indisturbato scivola successivamente tra le braccia del portiere.
Ormai sembra sparito il Napoli che non riesce a smaltire l'ennesimo gol subìto, tanto che al 22' viene concesso il terzo gol ai bergamaschi: è Carmona a spedire alle spalle di De Sanctis un tiro da fuori area.
Piove sul bagnato per questo Napoli ormai irriconoscibile, al minuto ventiquattro, Pandev, a causa di una tensione accumulata per lo scarso rendimento della squadra, da dietro scalcia Morales ed è cartellino rosso.
Tra i fischi di un pubblico deluso c'è ancora spazio per l'Atalanta che per poco non trova anche la quarta rete. Velenoso tiro di Bonaventura che si stampa sul palo, Ferreira Pinto recupera il pallone e tenta la conclusione, ma mette al lato.
Da qui alla fine il solito Napoli delle ultime gare, spaesato ed incapace di impensierire.
Non ci sono più parole, ogni commento ormai risulta superfluo. Il Napoli ormai non c'è più. Questa è una squadra che si è fermata a Londra sia mentalmente che fisicamente e che ora non fa altro che sprofondare in classifica, senza riuscire mai a trovare la forza giusta per reagire.
Noi tifosi però, non vogliamo più tollerare le offese di questa squadra che continua ad illudere con tante belle parole. Finalmente si rompe il muro del silenzio, trovando il fiato per contestare con una infinità di fischi.
Questa è gente che non lotta, ormai troppi aspettano solo la fine del campionato, per valutare singolarmente eventuali trasferimenti, nonostante il patron De Laurentiis, abbia già dichiarato che farà rispettare tutti i contratti non consentendo facili trasferimenti a nessuno dei suoi giocatori.
LAZIO-NAPOLI 3-1:ANCORA UMILIAZIONI
Il 'tradizionalistà Mazzarri si trasforma in parziale innovatore: necessità virtù, ma vista la carestia di esterni, si passa alla difesa a quattro, peraltro saltuariamente provata in stagione. Uomini alla mano, l'atteggiamento è spregiudicato: Hamsik arretra tra i centrocampisti, Pandev va tra le linee a sostegno del tandem Lavezzi-Cavani.
Reja anche sceglie la strada più prudente, con Rocchi unica punta, una trequarti propositiva ma attenta anche in copertura, due cerberi come Ledesma e Cana a protezione della difesa.
La Lazio del primo quarto d'ora è animata dal sacro fuoco. Della squadra di Reja piace la determinazione, anche se la rete che apre la sfida ha una componente episodica: l'azione sull'asse Konko, Rocchi (che gioca di sponda), Candreva al destro vincente, è pregevole, ma De Sanctis è insolitamente goffo nel tentativo di parata. Il Napoli ci mette un po' per crescere. C'è subito una reazione istintiva con Cavani (strepitosa uscita di Marchetti), ma per il resto la ricerca automatica della fascia non produce granché: non c'è Maggio, non c'è Zuniga, e la corsa di Dzemaili non è la stessa cosa. Comunque alla fine i partenopei escono. Lavezzi sfiora il pari con un diagonale impreciso, quindi lo propizia con uno stupendo colpo di tacco: Pandev, il più positivo dei suoi, non perdona da pochi metri. Per il macedone, anche l'angolo delle proteste: l'intervento energico di Cana in piena area, indubbiamente qualche dubbio (per non dire certezze)lo fa sorgere.
Nella ripresa, cambio importante operato da Reja. Dentro Gonzalez per un impalpabile Hernanes e migliore copertura in mediana. I risultati a dire il vero si vedono solo dopo qualche minuto: prima Lavezzi offre a Pandev il raddoppio - fallito - su un piatto d'argento, quindi alza la mira da buona posizione. Un errore in disimpegno di Hamsik, con Candreva che ne approfitta (fermato da De Sanctis), è il simbolo di una certa leggerezza della difesa partenopea. Nessuna colpa però sul gol favoloso di Mauri: una sforbiciata incredibile, da figurina Panini, su invito da sinistra di Radu. Il Napoli non si scuote, anzi è sempre più sbadato: Inler sbaglia disimpegno, Rocchi beffa Britos guadagnando un rigore che Ledesna trasforma.
I TRE TENORI STASERA NON (IN)CANTANO
Troppa Juventus per questo Napoli troppo molle e con il tridente che mai ha saputo impensierire e creare occasioni da gol.
Poche sorprese nelle formazioni iniziali di entrambe le squadre.
Antonio Conte si affida al suo solito 3-5-2 con la difesa titolare formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini. Sulle fasce agiscono Lichtsteiner a destra e De Ceglie a sinistra. In attacco viene preferito Borriello rispetto a Matri che agisce al fianco di Vucinic.
Formazione titolarissima per il Napoli, come è stata definita dallo stesso Mazzarri, con il 3-4-2-1 con Lavezzi e Hamsik alle spalle di Cavani.
Primo tempo molto fisico con le due compagini che puntano più sull’intensità che sulla pura tecnica. La squadra di Conte sembra voler fare la partita, e per lunghi tratti ci riesce, mentre gli unidici di Mazzarri prova a respingere l'offensiva, provando ad imporre il loro gioco fatto di passaggi corti e verticalizzazioni per la velocità e l’esplosività di Lavezzi e Cavani che nonostante tutto non sono mai stati incisivi.
Il risultato sono 45 minuti di gioco spezzettato in cui le migliori azioni, quasi tutte bianconere, giungono dai piedi di Pirlo, mentre per il Napoli, da Lavezzi su calci da fermo.
La squadra bianconera rientra in campo con uno spirito diverso mettendo da subito il Napoli alle corde. Sull’ennesima punizione calciata da Pirlo si crea una mischia in area di rigore partenopea risolta da Vucinic che riceve palla e scarica verso De Sanctis. Sulla traiettoria del pallone, si trova il ginocchio di Cannavaro che spiazza il portiere partenopeo portando in vantaggio la Juventus. Da quel momento il Napoli si disunisce e permette alla squadra di Conte di sviluppare il suo solito gioco con la giusta tranquillità. Al minuto 75 la Juventus raddoppia con un’azione meravigliosa del cileno Arturo Vidal che, dopo essersi liberato con un paio di finte del marcatore Campagnaro, scarica un pallone imprendibile per De Sanctis. La squadra bianconera gioca sul velluto e dopo neanche 10 minuti chiude definitivamente la gara con Quagliarella che riceve palla in area di rigore e di potenza mette alle spalle del portiere partenopeo. C’è ancora spazio per vedere un ispiratissimo Del Piero entrare in campo e sfiorare un goal dei suoi. All’86’ viene espulso Zuniga per una gomitata a Chiellini e dopo 3 minuti di recupero cala il sipario allo Juventus Stadium.
NAPOLI SPRECONA CONTRO IL CATANIA
Al San Paolo si affrontano due tra le squadre che, attualmente, esprimono il miglior calcio in Italia. Le aspettative, tante, vengono soddisfatte da un ritmo assai intenso e da un gioco caratterizzato quasi sempre da palla a terra e scambi nello stretto. Mazzarri è senza Maggio, (rientra Dossena) e fa rifiatare Cannavaro (al suo posto Fernandez), mentre Montella recupera Almiron e schiera Bellusci al posto dell'infortunato Motta. Il primo sussulto è targato Catania e porta la firma di Gomez, che al 10' sfreccia sulla destra e fa partire un destro velenoso che De Sanctis smanaccia via. Gli etnei fanno tutto bene fino alla trequarti avversaria, quando il trio Campagnaro-Fernandez-Aronica ha praticamente sempre la meglio anche grazie ai raddoppi di Gargano e Zuniga. La squadra di Montella gioca con la maturità di una grande e con la grinta di una provinciale: fa tanto possesso, il Catania, ma nel primo tempo le occasioni migliori capitano sui piedi di Gargano (destro da fuori parato da Carrizo) e Hamsik (sinistro deviato in angolo sempre da Carrizo).
Nella ripresa la squadra di Mazzarri entra in campo con tutt'altro piglio. La scossa arriva da Pandev, che rileva Hamsik al minuto 60: appena entrato, il macedone mette Cavani davanti alla porta, ma il sinistro dell'uruguaiano esce di un niente. Nell'azione successiva, dopo un'assedio al limite dell'area catanese, la palla sbuca dalle parti di Dzemaili: destro terrificante da 20 metri e il San Paolo può esplodere. Il 2-0 arriva sei minuti più tardi, quando ancora Pandev lancia Cavani che prima colpisce il palo e poi, sulla ribattuta, colpisce nuovamente il palo, ma nella parte interna, e il Napoli si ritrova sul 2-0. Sembra chiusa, sembra finita, ma il Catania di Montella (11 punti nelle ultime 5 gare prima di oggi) è avversario tosto e mai domo, tanto che prima riapre i giochi con un colpo di testa di Spolli (minuto 74, su calcio d'angolo), e poi trova il 2-2 definitivo grazie a destro di Lanzafame che, ancora sugli sviluppi di un corner, è lesto a beffare la difesa partenopea. Tra il primo e secondo gol del Catania, c'è da segnalare una decisione alquanto insolita di Mazzarri, quella di far entrare Inler al posto di un irritato Lavezzi. Onestamente riteniamo giustificata la reazione del Pocho anche perché una mossa del genere ce la saremmo aspettata sul doppio vantaggio azzurro e non certo quando Lavezzi sul 2-1 avrebbe dato la spinta giusta utile al Napoli a non farsi schiacciare nella propria trequarti. La musichetta della Champions, a Fuorigrotta, ha conquistato tutti e piace da matti. I tifosi del Napoli l'hanno cantata a squarciagola in ognuna delle otto partite disputate ma per tornare ad ascoltarla, al Napoli, servirà non fallire più alcuna occasione da qui a fine stagione.
DOPO 15 ANNI E' FINAL-MENTE NAPOLI
Accolto l'appello di Mazzarri, stasera al San Paolo un pubblico delle notti speciali, si stringe intorno al Napoli, dando la spinta giusta alla squadra. Dal campo arriva subito la conferma di una squadra, che ha voglia di tornare a scrivere pagine di storia.
Mazzarri recupera Maggio e Lavezzi e li lancia in campo insieme a tutti i titolarissimi. C'è Zuniga sulla destra al posto di Dossena (il quale subentrerà a Maggio infortunatosi durante la gara), con Gargano (sostituito da Dzemaili nel secondo tempo) e Inler centrali. Dietro, a difendere la porta di De Sanctis, il trio formato da Cannavaro, Campagnaro ed Aronica. Davanti col Pocho (che lascia il campo a Pandev negli ultimi minuti di gioco) gli atri due tenori: Hamsik e Cavani.
Siamo appena al 5' e Cavani ha una buona occasione su cross basso di Zuniga, ma spara alto. Ne passano altri cinque ed il Napoli fa goal. Punizione tagliata dalla trequarti di Lavezzi e deviazione sfortunata di Vergassola alle spalle di Brkic. In diretta si ha l'impressione di una magia di tacco di Cavani, ma nel replay si nota nettamente che la deviazione è tutta del capitano del Siena. Lavezzi e Cavani si cercano spesso e da una loro combinazione per poco non ci scappa il goal del Matador poco più tardi, negato da un reattivo Brkic. Alla mezz'ora e la combinazione tra i tre tenori è perfetta. Contropiede iniziato e concluso da Cavani che prima allarga per Lavezzi, che a sua volta apre dall'altra parte per Hamsik, e poi raccoglie di testa il cross dello slovacco infilando il pallone in rete. Il Napoli continua a crescere sempre più e poco dopo è la volta di Inler, con uno stupendo tiro al volo (alla Inler), ma Brkic vola e leva il pallone dall'incrocio dei pali.
Si va tutti negli spogliatoi per il riposo.
Nel secondo tempo, l'approccio del Siena è sicuramente migliore. Il Napoli si limita a contenere, talvolta rischiando qualcosa, anche se non riteniamo ci siano stati interventi di De Sanctis da segnalare. Dunque, due goal dovevano essere, senza subirne alcuno, e due goal sono stati. Matador e compagni guadagnano così la finale di Coppa Italia che manca da ben 15 anni. Intanto i tifosi napoletani, sono già pronti a sfidare la Juventus.
UDINESE-NAPOLI: LOTTA ANCORA APERTA
Emozioni, spettacolo e polemiche al Friuli, con Rocchi nel mirino per l'espulsione di Fabbrini che ha lasciato per mezz'ora i friulani in 10. Udinese e Napoli restano a braccetto a -1 dalla Lazio. Partenza a grandi ritmi, con il Napoli che mette in apprensione la retroguardia friulana con Pandev e Cavani. Handanovic para sulla botta di Dzemaili, preferito da Mazzarri ad Hamsik.
Il primo brivido per De Sanctis arriva dal sinistro di Pasquale deviato in angolo; ci prova anche Pinzi, ma viene murato. Grande occasione al 27' per il Napoli: Dzemaili pero' spreca una punizione centralissima non inquadrando neanche la porta; passano pochi secondi e l'Udinese passa in vantaggio: Cannavaro respinge male di testa, Di Natale allarga subito per Fabbrini che serve un assist al bacio per Pinzi che deve solo spingere in porta nonostante l'uscita disperata di De Sanctis.
Il Napoli, con Cavani claudicante, reagisce con rabbia: Dzemaili spara alto, poi Domizzi salva sul tiro-cross di Gargano al culmine di un pregevole schema su punizione. In contropiede ci prova Fabbrini, dall'altra parte Handanovic e' attento sulle conclusioni di Gargano e Dzemaili.
Napoli determinato in avvio di ripresa: Gargano pesca Cavani che pero' spara altissimo da buona posizione; sul capovolgimento di fronte l'Udinese colpisce di nuovo. Protagonista ancora una volta Pinzi, che colpisce il palo di testa, sulla respinta Di Natale non puo' sbagliare: 2-0. Ancora Pinzi al 10' vicino al tris, ma al 15' l'Udinese resta in 10 per l'espulsione, forse affrettata, di Fabbrini per doppia ammonizione. Con Hamsik e Vargas, Mazzarri tenta il tutto per tutto nei 30' finali: ci prova di tacco Cavani, con il Matador che alla mezz'ora spreca dal dischetto calciando addosso ad Handanovic un rigore assegnato per un fallo di mano di Domizzi (espulso Guidolin per proteste). Al 36' Cavani si rifa' calciando alla perfezione una punizione dal limite: il Napoli torna in partita e al 40' completa l'operazione-aggancio. Ancora con Cavani, sinistro preciso e Handanovic si inchina di nuovo.
Finale infuocato, il Friuli avvelenato contro Rocchi e ci vuole un grande Handanovic per negare il gol del sorpasso a Zuniga a tempo quasi scaduto.
SOGNO SVANITO MA... GRAZIE RAGAZZI
Sfuma ai supplementari il sogno del Napoli a Londra. Il Chelsea vince 4-1, ribalta il 3-1 subìto all'andata e passa ai quarti di Champions League. A fare la differenza è l'esperienza dei londinesi rispetto ad un Napoli che, nonostante il risultato lasci immaginare tutt'altro, lotta e crea occasioni da gol, nel primo tempo, anche più dei padroni di casa. E' il 28' del primo tempo e il Chelsea va in vantaggio con Drogba, il quale, di testa riesce a girare in porta, anticipando anche il suo marcatore Aronica. Gli azzurri nonostante tutto provano la reazione, contenendo nella propria metà campo e puntando sulle ripartenze. E' proprio da una ripartenza al 32' che il Napoli sfiora la ghiotta occasione del pari con Cavani. Si arriva al riposo con il risultato di 1-0 e con due squadre che lasciano intravedere che le emozioni non finiscono li. Si rientra in campo e il Chelsea al 2' regala la gioia di esplodere ai propri tifosi con Therry. A questo punto è il Chelsea ad avere di diritto il passaggio di turno, ma il Napoli non ci sta e trova ancora la forza e la motivazione giusta.
Dopo soli sette minuti dal gol subìto, una giocata da manuale del calcio di Inler, riporta il Napoli al probabile passaggio di turno, arrestando il pallone con il petto, facendo poi partire in rapida successione una fiondata di destro che buca la porta di Cech. Torna nelle mani del Napoli il passaggio di turno.
Il Chelsea prova ancora a sorprendere la retroguardia azzurra, ma il Napoli respinge ogni offesa, concedendo solo una numerosa collezione di calci d'angolo.
Manca solo un terzo di tempo e la resistenza azzurra funziona, fino a che, una enorme ingenuità di Dossena, il quale, in piena area di rigore, con il braccio destro alzato, intercetta un tiro apparentemente innocuo. L'arbitro non esita, concede il calcio di rigore senza però infierire sul difensore con un cartellino, che sarebbe stato di colore rosso, in quanto già ammonito.
Al tiro dal dischetto si presenta Lampard, De Sanctis intuisce la traiettoria, non riuscendo però a neutralizzare.
Si ripete il risultato dell'andata, questa volta a favore del Chelsea e allora si ripartirà dai tempi supplementari.
Nel primo tempo supplementare sono gli azzurri di Mazzarri ad avere per primi l'occasione di segnare con Hamsik, il quale di sinistro al volo, lascia partire un gran tiro che però sfiora il palo a portiere battuto. Il Chelsea impiega 104 minuti per ipotecare il passaggio di turno con Ivanovic, dimenticato in piena area di rigore dai difensori azzurri, batte De Sanctis con un rigore in movimento.
E' la rete che decide la partita e l'addio ai sogni del Napoli e dei napoletani. Questi ultimi nonostante l'amarezza ringraziano i propri CAMPIONI.
NAPOLI-CAGLIARI 6-3 E SHOW AZZURRO
Nell'anticipo della 27ª giornata il Napoli conquista la sua quinta vittoria consecutiva in campionato (sesta con quella europea) travolgendo 6-3 il Cagliari. A pochi giorni dalla sfida dentro o fuori contro il Chelsea, valida per il ritorno degli ottavi di Champions, Mazzarri opera un leggero turnover e lascia in panchina Maggio e Cavani. Il Napoli ci mette poco a ribadire che Chelsea o non Chelsea il terzo posto in campionato deve essere affar suo, prendendo da subito in pugno la gara, con grande autorevolezza e aggressività. Lavezzi lascia subito intuire di essere in grande spolvero, ma è l'intero collettivo a girare al meglio, mettendo il trio d'attacco nella condizione di pungere. Il Cagliari è sparring partner troppo morbido, e al 10' arriva la conferma della sproporzione delle forze in campo: Hamsik fa partire un destro violento e preciso, niente da fare per Agazzi e settimo gol per lo slovacco. Il Napoli domina incontrastato, grazie a una costante pressione offensiva, poderosa nella linea Zuniga-Gargano-Inler-Dossena, e geniale nei tocchi di fino e nell'imprevedibilità di Hamsik e Lavezzi. La schiacciante superiorità degli azzurri trova sostanza nel raddoppio: al 19' Cannavaro colpisce di testa una punizione calciata da Lavezzi e manda ancora alle spalle di Agazzi. A completare il tris è un autogol di Astori, propiziato da Lavezzi, che conclude una bella sgroppata sulla destra con un cross teso e basso: il difensore cerca una deviazione ma trova la propria porta. E' il 30': il risultato pare saldamente nelle mani del Napoli. Forse gli azzurri inconsciamente si rilassano, forse dedicano un retropensiero al Chelsea: fatto sta che in otto minuti rischiano di perdere tutto quanto costruito fino a lì. Al 37' Larrivey con un colpo di testa su punizione di Conti riapre il match (3-1), e poi il Cagliari va vicinissimo al gol in due occasioni.
Si rientra per il secondo tempo e il Pocho si inventa una bella percussione in area e viene fermato fallosamente da Canini (già ammonito in precedenza, viene graziato da Brighi): rigore, che lui stesso batte di destro spiazzando Agazzi. Per l'argentino è il sesto gol nelle ultime cinque partite, l'ottavo in stagione. Mazzarri gli regala la standing ovation di un San Paolo impazzito, sostituendolo subito dopo con l'altro beniamino di casa, Cavani. Ma nemmeno dopo il 4-1 il Napoli si ferma, a conferma dell'ottimo stato di forma della squadra. Intanto esce anche Hamsik, rilevato da Maggio. La partita di fatto finisce qui, al 10', ma Cavani ha una gran voglia di scaldarsi prima della sfida di Londra. E così innesca l'azione del quinto gol, attirandosi intorno un nugolo di avversari in area cagliaritana prima di cedere a Gargano: controllo e tocco di sinistro del centrocampista e il 5-1 è servito. Ma ancora non è finita: al 32' Ibarbo crossa da destra e Larrivey realizza la sua personale doppietta, mentre al 39' Pandev confeziona un assist a cui Maggio (destro incrociato) non può dire di no. A tempo scaduto (47') arriva il tris per Larrivey: ancora cross di Ibarbo e ancora l'argentino realizza di testa. E stavolta è il definitivo 6-3. Ora serve un mercoledì da leoni a Stamford Bridge.
PARMA-NAPOLI 1-2 TRA TANTE POLEMICHE
Il guizzo del campione, il peso del talento, l’incidenza delle sviste: il Napoli passa a Parma per 2-1, cala il pokerissimo di vittorie di fila – semplice poker in campionato più l’Asso con il Chelsea – e piega un bel Parma, fiaccato dal gol di Lavezzi al 41’ della ripresa dopo che aveva meritatamente recuperato, con Zaccardo, la rete di Cavani del primo tempo, 16° centro in campionato. In questi casi si parla di cinismo, ma quando lasci al Napoli spazi in contropiede, il suo trio di tenori fa la differenza. Di Cavani è lo scatto del 40’ del primo tempo, con rigore procurato, sbagliato, e rimediato con la ribattuta vincente su respinta di Mirante; di Lavezzi, al 41’ della ripresa, il gol partita - assist dell’uruguaiano -, che compie una prodezza nell’eludere difesa parmigiana e portiere, ma che parte in fuorigioco di almeno mezzo metro, proprio davanti al guardalinee Ghiandai. Nel mezzo, il provvisorio pari di Zaccardo, al 32’ della ripresa, degno premio per un Parma in emergenza, ma ben disposto in campo e mai domo, però deficitario in precisione sotto porta. Se il Napoli con questo colpaccio mette sempre più a fuoco il terzo posto-Champions, il Parma esce a mani vuote da una gara che meritava quanto meno di pareggiare: dopo la doccia fredda di Marassi, nel finale, con il Genoa, un’altra, gelata, quasi allo scadere.
INVENZIONE DI LAVEZZI CONDANNA L'INTER
Il Napoli vince ancora e conquista la quarta vittoria consecutiva tra campionato e Champions. Troppo forte la squadra azzurra per un’Inter davvero modesta ed incapace di creare qualsivoglia pericolo a De Sanctis. Alla lettura delle formazioni subito novità da ambo le parti; Mazzarri, infatti, schiera Dzemaili e non Pandev come vice Hamsik e conferma Zuniga sulla sinistra. In casa Inter, invece, Ranieri insiste sul 4-3-1-2 con Sneijder dietro Forlan – Milito; con Chivu affetto da una lieve labirintite, poi, Nagatomo si sposta sull’out sinistro e Faraoni si impossessa del ruolo di terzino destro.
Primi minuti di gioco con un ritmo molto alto caratterizzati da un avvio quasi aggressivo dell’Inter. Tuttavia è solo un’illusione perché i nerazzurri, poi, subiscono il ritorno del Napoli che imposta la partita decisamente meglio costringendo gli avversari per lunghi tratti a chiudersi in difesa. La gara è giocata soprattutto a centrocampo con gli azzurri che sfruttano un SuperLavezzi in forma e galvanizzato dalla doppietta di Champions; il gran lavoro del Pocho, però, non porta quasi mai a dei pericoli verso la porta di Julio Cesar che il primo intervento lo deve effettuare al 25’ su un gran tiro dalla distanza di Dzemaili. 4’ dopo è una conclusione di Cavani che fa gridare al gol l’intero stadio con il pallone che, purtroppo per gli azzurri, spegne la propria corsa fuori di pochissimo. L’azione dell’Inter è confusa, con numerosi errori nel palleggio e troppi lanci lunghi che, dalla difesa, si infrangono direttamente sui piedi dei marcatori del Napoli molto attenti su Forlan e Milito davvero opachi. E così i nerazzurri, per rendersi pericolosi dalle parti di De Sanctis, si affidano ai calci piazzati con lo specialista Sneijder che, al 42’, sfiora la rete del vantaggio. Bergonzi manda tutti negli spogliatoi al 45’.
Nella ripresa l’Inter opera subito due cambi (Pazzini per Forlan e Cordoba per Sneijder) e passa al 3-5-2 modulo speculare al Napoli; la mossa appare subito buona giacchè i nerazzurri partono meglio rispetto agli avversari con Milito che sembra più incisivo. E’ solo un’impressione, però, che dura pochi minuti perché al 52’ solo un grandissimo intervento di Lucio impedisce a Lavezzi di andare in porta; sono le prove generali del gol che arriva sette minuti dopo. Lo svizzero recupera palla su Stankovic a centrocampo, scambia con Cavani per poi passare a Lavezzi che, di destro, trafigge Julio Cesar sul secondo palo. I nerazzurri accusano il colpo ed al 62’ i padroni di casa potrebbero addirittura raddoppiare tuttavia la mira non è precisa sotto porta; l’Inter, dal canto suo, è sempre molto imprecisa e non riesce a combinare nulla di buono. E' il Napoli a tenere alto il ritmo della partita ed ad avvicinarsi più volte alla rete del raddoppio (Dzemaili sugli scudi ed incontenibile) che, tuttavia, non arriva per le imprecisioni degli avanti azzurri. Al 78’ l’episodio che potrebbe cambiare la partita; Aronica atterra Faraoni lanciato a rete con l’arbitro che estrae il rosso diretto. Mazzarri inserisce subito Britos per Lavezzi ed il Napoli provvede solo a difendersi ed agire di rimessa. L’Inter ha l’occasione di pareggiare all’88’ con Pazzini ma il suo colpo di testa, su cross di Nagatomo, è errato ed esce fuori. Finisce così, col sorriso sulle labbra di tutti gli azzurri per aver strappato all'Inter altri tre punti, utili alla scalata per una posizione Champions. Che dire: "Grazie Inter".
QUASI QUASI, ME METTESSE A CHIAGNERE...
PE' STA FELICITA'!!! Ma non e' ancora finita, anche se il sogno dei quarti e' a portata di mano: il Napoli prima vede le streghe, poi rimonta il Chelsea avanti con Mata (svarione di Cannavaro) con Lavezzi (doppietta) e Cavani. Un 3-1 che a Stamford Bridge dovra' essere difeso con i denti, ma il Napoli visto stasera puo' farcela tranquillamente.
Lavezzi mette subito in apprensione il Chelsea: tempestivo Cech. Poi una tremenda zuccata Campagnaro-Drogba mette i brividi al San Paolo: l'argentino torna in campo con una vistosa fasciatura. Al 10' occasionissima per Cavani: strepitoso Cech.
Si fa subito male Bosingwa: dentro Cole. Al 18' da un rinvio di Cech difesa del Napoli scoperta e per poco Malouda non ne approfitta. Bella partita, ancora Cech salva il Chelsea, questa volta su Maggio.
Colpo di scena al 27': erroraccio di Cannavaro, che svirgola un pallone in area servendo Mata, impossibile per lo spagnolo sbagliare e il Chelsea passa. San Paolo gelato.
Il Napoli di Frustalupi (Mazzarri e' squalificato) accusa il colpo, rischia sul contropiede di Sturridge e sul colpo di testa di Luiz, ma al 38' trova il pari: tutto merito di Lavezzi, destro a giro dal limite e nulla da fare per Cech.
Il Chelsea sfiora il nuovo vantaggio: Ramires fa tutto bene, salta facile Cannavaro ma sbaglia il tiro. Non sbaglia invece Cavani. In pieno recupero il Matador, su assist di Inler, anticipa Ivanovic e realizza il 2-1. Un paio di tiri (Malouda, Mata), ma soprattutto un contropiede sprecato da Lavezzi aprono il secondo tempo, con il Chelsea che spinge ed e' pericoloso con Drogba e Cahill, impreciso.
Al 21' tris Napoli: Cavani, "aiutato" da Luiz, serve Lavezzi che non puo' sbagliare a porta vuota, ed e' 3-1. Maggio sfiora il poker a 10' dalla fine, decisivo Cole sulla linea. Il Chelsea ci prova con Drogba ma il Napoli si difende con ordine. E ora sogna ad occhi aperti.
ECCOTI NAPOLI... NOI TI VOGLIAMO COSI'!
L'aria di Champions può bastare al Napoli per ritrovare la giusta concentrazione e reattività. Nell'anticipo del 24° turno di serie A, un grande Napoli affonda i viola con un secco e meritatissimo 0-3. Bastano 3' agli azzurri per trovare il vantaggio grazie ad un illuminante assist di Hamsik, il quale legge il movimento di Cavani a scavalcare Nastatic, trovatosi solo avanti a Boruc, piazza col piattone destro. Timida la reazione dei viola, che subìto il colpo concede agli azzurri numerose ripartense. E' dai calci piazzati però, che il Napoli crea le maggiori occasioni per arrotondare il risultato. La prima, parte da un calcio d'angolo battuto da Lavezzi, ma Hamsik a circa due metri dalla porta, di testa, gira di poco alto oltre la traversa. Sempre dallo stesso lato e dallo stesso giocatore il Napoli al 24' minuto batte ancora un calcio d'angolo, dove un attento Maggio, sempre di testa, stampa il pallone sulla traversa. Al 38' a mancare clamorosamente il raddoppio è Britos, (nonostante ciò ha dato sicurezza e il giusto apporto alla difesa) il quale raccoglie un assist da calcio di punizione di Lavezzi, da pochi centimetri manca il bersaglio, mandando alto oltre la traversa. Da segnalare anche un palo esterno colpito da Natali per i viola al minuto 28. Altre note da segnalare sono un infortunio, probabile stiramento per Campagnaro, sostituito dal guerriero Grava e un taglio sul ginocchio destro per Cannavaro che però è rimasto in campo.
Tutti negli spogliatoi dopo un notevole recupero assegnato a causa di ripetute interruzioni di gioco.
Parte il secondo tempo e la Fiorentina sembra voler affondare il colpo. Al 10' però è sempre il Matador che dialoga con Hamsik e, tenuto in gioco da Cassani, punisce ancora. La sua doppietta lo porta al 15° gol stagionale. I viola nonostante provino in qualche modo di risollevare il capo, grazie ad una attenta difesa da parte di tutti gli azzurri, riescono a produrre solo poche azioni interessanti, il Napoli ivece, gestisce andando a pungere spesso in contropiede. Spazio allora per Gargano e Pandev, al posto di Hamsik e Cavani. Passano i minuti e il bottino azzurro si arricchisce ancora, grazie ad una strepitosa iniziativa di Lavezzi, che dopo alcuni tentativi non andati a buon fine, proprio allo scadere, (dove qualsiasi altro calciatore non avrebbe nemmeno più la forza di correre) raccoglie a centrocampo, superando il marcatore, nonostante abbia provato di tutto per fermarlo, si porta palla al piede avanti a Boruc, che nulla può.
Possiamo dunque commentare un Napoli ritrovato, che ha saputo rimettersi in gioco, con la giusta umiltà. Grazie a questa vittoria può riportarsi nuovamente, nella zona alta della classifica, grazie anche al passo falso dell'Inter che si ritrova ad essere scavalcato dagli uomini di Mazzarri, che incontrerà proprio nel prossimo turno di campionato.
BENTORNATE UMILTA' E DETERMINAZIONE
Finalmente torna il sorriso sul volto del Napoli che ritrova la vittoria al San Paolo in campionato dopo un'astinenza che durava dal 21 dicembre 2011, 6-1 al Genoa. L'altra buona notizia per il Napoli e il 2-0, visto che finora gli azzurri avevano vinto subendo sempre gol, dal 26 ottobre contro l'Udinese, gara che terminò 2-0. Mazzarri presenta una difesa inedita con il ritorno Grava, calorosamente accolto dal pubblico napoletano, al quale ha saputo ricambiare con un'ottima prestazione, nonostante l'evidente emozione nei primi minuti, e Britos che festeggia il ritorno da protagonista con il gol che ha aperto le marcature, accanto ad Aronica, sempre attento e in anticipo sull'avversario. Hamsik festeggia la sua duecentesima partita col la maglia azzurra e Cavani che festeggia col gol il suo 25° compleanno con un giorno d'anticipo. Inler riprende il suo posto al fianco di Gargano, dopo aver smaltito a quanto pare le tossine accumulate, grazie al riposo concessogli da Mazzarri. Riposo concesso anche a Maggio, il quale parte dalla panchina, cedendo il posto a Zuniga mentre sul lato opposto c'è Dossena dal primo minuto e ovviamente a creare disordine nella retroguardia del Chievo troviamo Lavezzi, nonostante sia parso leggermente affaticato negli ultimi minuti. Nel Chievo il tecnico Di Carlo sperava di continuare la serie contro gli azzurri e si presenta con il 4-3-1-2: Théréau alle spalle di Pellissier e Paloschi. La gara è stata seguita anche dagli osservatori del Chelsea, prossimo rivale del Napoli in Champions. La gara si presenta da subito con un deterninato pressing in mezzo al campo da entrambe le squadre, evidenziando subito una partita ad alta intensità agonistica. E' il Napoli però a prendere in mano il gioco, mentre il Chievo raggruppatotutto nella trequarti, punta sulle ripartenze. La squadra di Mazzarri ragiona, facendo quasi sempre partire il gioco dai piedi di Inler, Lavezzi fa ammattire i difensori, portandosi spesso anche al tiro e servendo palloni a ripetizione per Cavani e Hamsik. Al minuto 14, dopo alcuni timidi tentativi da parte degli azzurri, finalmente la palla si decide ad entrare in porta con un colpo di testa di Britos su calcio d'angolo battuto da Lavezzi. Il Chievo timidamente prova a spingere, ma è il Napoli ad avere la meglio gestendo miolto bene, l'assalto avversario fino a che arriva anche il gol del 2-0: Lavezzi lancia Cavani al limite del fuorigioco, il quale entra in area, ma incespica sul pallone non riuscendo a tirare sull'uscita di Sorrentino, ma riuscendo comunque a trattenere palla, al punto di obbligare l'estremo difensore avversario a stenderlo. Rigore che lo stesso Cavani insacca, spiazzando il portiere con un tiro angolato. A questo punto il Chievo deve per forza scoprirsi e il Napoli arriva a ripetizione nella metà campo avversaria senza però ottenere altro. Di Carlo prova ad inserire forze fresche con Moscardelli. Intanto la stanchezza toglie lucidità a entrambe le squadre, ma è il Chievo ovviamente a provare a spingere arrivando anche vicino al gol prima con Moscardelli che serve una palla d'oro a Théréau anticpato da Britos, poi con Théréau che in spaccata colpisce su traversone di Pellissier e infine con Dramé che non ha fortuna su un tiro dal limite dell'area. Ora gli azzurri possono gioire per questa vittoria che vale molto, in quanto mordicchia punti alle dirette avversarie sconfitte: Udinese, Inter e Roma
TIM-CUP: A SIENA AZZURRI VERGOGNOSI
Ancora una sconfitta, ancora un'umiliazione per noi, mentre la squadra concede ancora ad una provinciale la gloria. Ora siamo stanchi di vedere gente in campo priva di carattere. Ora pretendiamo spiegazioni, vogliamo chiarezza, non possiamo più accettare le chiacchiere del mister con la sua solita risposta alle critiche, affermando che la squadra continua a giocare ogni tre giorni, la squadra è stanca..." caro mister quelli stanchi siamo noi, chi non è in grado di sopportare questi ritmi lo dica chiaramente, inoltre questi pessimi risultati li abbiamo avuti anche nelle ultime settimane, quando partite infrasettimanali non ci sono state" poi pretendiamo che la squadra la smetta di prendere in giro noi tifosi, proponendo la ripartenza in ogni gara, senza mai dimostrare sul campo la chiara intenzione di far bene , facendoci commentare ogni volta un nuovo passo falso.
Contro il Siena per gli azzurri probabilmente è l'unica occasione, di accedere in Europa League e inspiegabilmente Mazzarri si presenta con Lavezzi in panchina, subentrato poi nel secondo tempo, dove ha saputo offrire come suo solito profondità, spazio alla squadra e finalmente tiri in porta. Per il resto fatta eccezione di Gargano, Zuniga e lo stesso Lavezzi, in campo ritroviamo sempre quel solito Napoli senza idee e con sempre gli stessi giocatori "troppo distratti". Ci sentiamo di tirare fuori un incolpevole De Sanctis nonostante i tanti gol subìti nelle ultime gare ma in tutti i casi la colpa riteniamo assegnarla ad una difesa vergognosa, con Campagnaro che ha perso la sua grinta di sempre, Cannavaro meglio non commentarlo, onde evitare di usare aggettivi piuttosto cattivi e Aronica che nel reparto talvolta cerca di mettere una pezza, anche ai suoi stessi "orrori". Non tiriamo fuori dalle colpe il centrocampo, quindi come già detto facendo esclusione di Gargano e Zuniga, ritroviamo un Dzemaili che secondo il nostro modesto parere, non merita di giocare da titolare, e probabilmente nemmeno in panchina, Inler dall'inizio della stagione, solo in alcune gare è riuscito ad emergere, Maggio quasi mai riesce a liberarsi sulla fascia e Hamsik che oltre a sparire per gran parte del tempo, in qualche occasione capitatagli davanti alla porta, se tira spara sul portiere inoltre quasi sempre preferisce servire al centro, fallendo anche l'assist, per Vargas notiamo dei lievi miglioramenti ma riteniamo che la squadra ha poca fiducia nei suoi confronti, in quanto troppo spesso viene preso poco in considerazione in campo, Cavani irriconoscibile, probabilmente ci ha abituato male nello scorso campionato, Lavezzi, quando è in campo la differenza si vede quasi sempre e per completare Pandev fa quello che può. Pertanto riteniamo che ci siano giocatori di basso livello, qualcuno preso proprio nell'ultimo mercato attivo azzurro, e questi nonostante la mediocrità, spesso li ritroviamo schierati in campo. Che non si dica che non ci sono alternative poiché lo stesso Mazzarri ha sempre dichiarato che preferisce una rosa ristretta. A rendere poi le cose ancora più difficili è questa cattiva sorte che proprio non vuole mollare la squadra, ma, ci teniamo a ricordare che: "La fortuna aiuta gli audaci".
MILAN-NAPOLI: E' SOLO UN DELUDENTE 0-0
Finisce a reti inviolate il big match fra Milan Napoli.
Primo tempo equilibrato a San Siro, con i rossoneri che riescono a tenere il pallone fra i piedi e gli azzurri che si rendono pericolosi grazie alla velocità di Lavezzi. Il primo tiro in porta arriva al 18′ ed è Hamsik a sparare un tiro violentissimo che Abbiati respinge in angolo. Passano pochi minuti ed una grave incomprensione della coppia Mexes-Abate permette a Lavezzi di trovarsi a tu per tu con il portiere avversario ma l’argentino vanifica tutto sbagliando lo stop. Il Milan fa fatica a creare pericoli alla retroguardia azzurra, con Robinho che appare ancora una volta in giornata no. Nel finale Abbiati, in collaborazione con Abate, regalano il pallone a Cavani, ma il Matador completa la sagra degli errori calciando malissimo.
Il secondo tempo registra subito un’occasione clamorosa per i rossoneri. Binho completamente solo davanti a De Sanctis manda a lato. Fischi copiosi sull’attaccante brasiliano piovono dagli spalti di San Siro. E’ un Milan più pimpante quello della ripresa. Seedorf scocca un tiro velenoso dal limite che sfiora la traversa. Al 60′ è Ibrahimovic ad andare vicinissimo al gol, ma De Sanctis si supera. Tre minuti più tardi l’episodio che potrebbe cambiare il corso della partita e il destino del campionato. Il bomber svedese, nervoso per tutti i primi 45′ minuti, scarica la propria rabbia su Aronica colpendolo con uno schiaffo. L’arbitro Rizzoli non vede nulla, De Sanctis corre verso l’assistente di linea che segnala l’accaduto all’arbitro il quale non può far altro che espellere l’attaccante rossonero, ma prima senza alcun motivo estrae il giallo a De Sanctis. Il Napoli potrebbe approfittare dell’inferiorità numerica del Milan ma non trova la forza o il coraggio per impensierire la squadra di Allegri, tranne in un’occasione che vede protagonista Cavani, il quale sbaglia un facile colpo di testa davanti ad Amelia (subentrato all’inizio del secondo ad Abbiati, rimasto negli spogliatoi a causa dell’ennesimo problema muscolare di questa stagione). Il Milan continua ad avere il controllo sul match però non riesce a sbloccare il risultato neanche nel finale, quando Maxi Lopez è subentrato a Robinho senza incidere più di tanto. Tensione alle stelle nei minuti conclusivi, con Allegri che viene espulso per proteste.
La squadra di Mazzarri può cautamente sorridere, considerate le sconfitte di Lazio, Inter e Udinese, mentre i rossoneri si rammaricano per la ghiotta occasione sprecata.
UN PAREGGIO ANCHE CONTRO IL CESENA
Nulla da fare, sembra proprio non voler mollare il Napoli questo periodo negativo. Non bastano le promesse dei calciatori, non basta sentir dire da Mazzarri che non vuole sentir parlare di crisi, ma una cosa è certa, questo Napoli non riesce più a vincere. Troppo spesso si perde con quei ripetuti passaggi anche sotto porta quando potrebbe andare tranquillamente al tiro. Una squadra che raramente riesce ad impensierire qualsiasi avversario. Ci chiediamo allora se non sia giunto il momento di modificare magari lo schema, considerato che, per gli avversari è sufficiente schierare in campo un 3-5-2 per non concedere nulla. Anche in questa gara come in molte altre, c'è da dire che a contribuire ai risultati negativi però ci sono state decisioni arbitrali, talvolta scandalose.
Nella prima frazione di gioco il Napoli ha cercato di impostare un ritmo alto riuscendoci solo nei primi minuti, con qualche tiro debole impensierendo poco la retroguardia avversaria. Un primo tempo dunque piuttosto noioso.
Tutti negli spogliatoi e a dare qualche speranza di una svolta è l'ingresso sul prato di Hamsik, per il riscaldamento, entrato poi subito nella ripresa al posto di uno spento Inler. Subisce al 2' di gioco una gomitata sul volto da Rennella, tentando una reazione dove per entrambi i giocatori scatta il giallo. In questo caso non si discute l'ammonizione di Hamsik, giusto il giallo per la reazione, ma, vista la volontarietà del gesto di Rennella, riteniamo che per lui il cartellino avrebbe dovuto avere un colore diverso.
Il Napoli prova ad impensierire gli avversari creando qualche spazio in più, utile poi a cercare il tiro, che però viene sempre intercettato dagli avversari. Al 59' un cross di Dossena viene intercettato da Cavani, il quale nonostante fosse stato infastidito dal difensore sull'elevazione stacca di testa, ma la palla va a sbattere contro il palo alla sinistra di Antonioli. Poteva esserci un calcio di rigore per il Napoli, ma lo stesso Cavani non protesta più di tanto. C'è spazio in campo per Zuniga, entrato al posto di Britos, il quale non riteniamo abbia demeritato, poco dopo anche Vargas prende il posto di Dossena. Ecco dunque un Napoli tutto a trazione anteriore che talvolta rischia anche di subire il gol concedendo il capovolgimento di fronte.
Al 26' minuto Cavani raccoglie un pallone alzato in piena area di rigore per un controllo errato della difesa del Cesena, con una sforbiciata al volo, ma la palla finisce di poco a lato.
Ancora Cavani al 31' raccoglie un assist di Zuniga e senza esitare, prova il tiro dalla lunga distanza, spedendo il pallone di poco alto oltre la traversa.
Sempre Lui, il Matador all'88' si trova, leggermente angolato, solo avanti ad Antonioli, spara ma il portiere riesce a toccare restituendo il pallone nuovamente all'attaccante, il quale spara in porta, ma trova sulla linea il difensore del Cesena che di testa riesce ad evitare il gol. L'occasione, oppure per meglio dire il Gol del Napoli, arriva dai piedi di Pandev al 46', ma clamorosamente viene annullato per un inesistente fuorigioco.
Un minuto più tardi a provarci c'è Vargas con un colpo di testa, ma Antonioli blocca. Finisce dunque sullo 0-0 tra qualche fischio dei tifosi, tanta amarezza, ma soprattutto tanta rabbia perché questo Napoli sarà pur vero che non ha la lucidità di qualche settimana fa, ma ha da recriminare non poco nei confronti dell'arbitro per troppe decisioni sfavorevoli e qualche cartellino di troppo.
Dura anche la reazione di Mazzarri nel dopo gara: “Il gol era nettissimo, abbiamo perso due punti per una condotta di gara completamente sbagliata. Non è la prima volta, siamo sempre stati zitti e bravi, ma ora bisogna assumersi le proprie responsabilità. Anche a Siena ci sono mancati tre rigori. Nelle ultime tre partite ci mancano cinque punti. Oggi l’arbitro ha sbagliato completamente partita”.
GENOA-NAPOLI 3-2.SI E' TOCCATO IL FONDO
E' chiaro, questo Napoli, almeno in campionato è un fallimento. Non va, troppo lezioso, senza un briciolo di testa e con i soliti passaggini in orizzontale, così si presenta la squadra azzurra a Genova contro i rossoblù. Sono proprio i rossoblù a trovare la rete del vantaggio con una magica invenzione di Palacio, il quale da fuori area spara un destro al volo che scavalca De Sanctis. Gli azzurri subiscono il colpo sparendo dal campo e lasciando giocare il Genoa come preferisce. Passano pochi minuti e uno svarione difensivo, con la totale collaborazione di Cannavaro consentono a Gilardino di trovarsi solo e colpire di testa a tre metri da un incolpevole De Sanctis, il quale può solo toccare la palla, deviandola in rete. Nel finale della prima frazione c'è da segnalare solo l'uscita dal campo di Cannavaro, per un fallo subito da Mesto. Al suo posto subentra Maggio.
Si va negli spogliatoi con tanta amarezza sui volti degli azzurri.
Riprende la seconda metà, ma la musica non cambia. Nonostante il Genoa cercasse raramente di impostare il gioco, il Napoli proprio non riesce ad impensierire non andando quasi mai al tiro. Intanto gli azzurri provano ad impadronirsi sempre più di metri di campo. Al 6' però e Dzemaili scelto dal primo minuto al posto di Inler, a commettere una grave indecisione facendosi soffiare il pallone da Palacio e trovatosi solo di fronte a De Sanctis, fortunatamente incespica lasciandosi sfuggire la sfera. Passano i minuti e al Napoli viene concesso sempre più campo. Mazzarri a questo punto studia l'ennesima mossa: Cavani al posto di Zuniga. Ecco un Napoli tutto a trazione anteriore, a cercare di impensierire la retroguardia rossoblù. La ghiottissima occasione di accorciare, capita sui piedi di Hamsik, pescato da un ottimo assist di Dzemaili, fallisce però la conclusione da pochi metri sparando sul portiere. Gli azzurri sbilanciati subiscono la terza rete, con un assist di Gilardino a cercare e trovare Palacio,in piena area di rigore, che con un diagonale supera l'estremo azzurro. Ormai sembra non esserci più storia, ma qui il Napoli riesce a ritrovare quel pizzico d'orgoglio. Un cross di Maggio trova la testa del Matador che infila la 52sima rete in azzurro. Palla a centr, il Napoli soffia la sfera, serve sul filo del fuorigioco Lavezzi e il Napoli accorcia ancora.
Restano una manciata di minuti da giocare ed il Napoli si trova a dover segnare ancora una rete per agguantare il pari. Nonostante i vari tentativi e una leggera protesta di Cavani per un presunto fallo in area di rigore è il Genoa a portare a casa i tre punti.
Da segnalare anche stavolta una prestazione degna del super Gargano il quale anche stavolta per tutti i novanta minuti e poco più ha rincorso palla e avversario in ogni angolo di campo.
E' UN SUPER NAPOLI A PASSARE IL TURNO
E' il Napoli a passare il turno e dovrà sfidare il Siena nella semifinale di Coppa Italia. Al San Paolo, una doppietta di Cavani e una buona interpretazione di tutta la squadra bucano la resistenza dell’Inter.
Mazzarri si presenta con un ottimo Zuniga preferito a Dossena sulla sinistra ed Inler confermato in cabina di regia al fianco di Gargano nonostante le ultime uscite in chiaroscuro, (confermando il momento poco felice), mentre, l’ex di turno Pandev parte dalla panchina nel 3-4-2-1 lasciando spazio ai ‘tre tenori’ Hamsik, Lavezzi e Cavani.
L’Inter dalla sua risponde con il 4-4-1-1 con in porta Castellazzi, Chivu e Maicon in presidio sugli esterni con Samuel e Ranocchia. Obi sul lato mancino (in assistenza a Chivu), Thiago Motta torna ad occupare la sua posizione di fianco a Cambiasso. In attacco, Sneijder in linea con Milito.
Nella prima frazione di gioco si vede il Napoli in avanti, mentre l'Inter occupata a coprire nella propria area, affidandosi (quasi mai), alle ripartenze in contropiede.
Le due migliori occasioni capitano entrambe agli azzurri, ma una volta è Castellazzi a negare la rete su botta sicura di Maggio al 15’ , mentre pochi minuti più avanti, il calcio di punizione di Gargano termina di pochi centimetri a lato, radendo il palo alla destra di Castellazzi. Nel finale c'è da aggiungere nelle note della gara anche un piattone lento e centrale di Aronica che non impensierisce la porta avversaria. Unica segnalazione per i nerazzurri è il pessimo atteggiamento aggressivo di Sneijder, il quale si preoccupa, (invece di giocare a pallone, come da regolamento), di commettere falli estremamente cattivi anche lontano dal pallone, con la chiara intenzione di andare solo a fare male l'avversario, il tutto con il consenso dell'arbitro, il quale in più di un'occasione avrebbe dovuto estrarre il cartellino.
Diversamente si presentano i secondi 45’ dell’Inter, con l'ingresso in campo di Alvarez, scelto al posto di Obi. Nonostante la buona ripartenza dell'Inter, è il Napoli ad avere la meglio, al 5’ grazie ad un’ingenuità di Thiago Motta, che prima rischia banalmente la giocata al limite dell’area, facendosi soffiare palla e causando successivamente l'atterramento di Cavani ed il calcio rigore. E' lo stesso Cavani a proporsi alla battuta, questa volta non fallendo la rete, nonostante il tiro sia risultato molto simile a quello battuto contro il Siena. (Da segnalare che il Napoli su tre penalty, prima di questa gara, ne ha centrati solo uno).
Passa qualche minuto con l'Inter che insistentemente prova a riportare il punteggio sul pari. Al minuto 12 è l’arbitro Celi a non vedere una trattenuta di Maggio su Milito in piena area di rigore.
Torna a giocare al pallone Sneijder e sfiora il pari in un paio di occasioni. Anche Alvarez e Zarate provano ad impensierire De Sanctis mentre uno strepitoso Gargano e Pandev ci provano per gli azzurri. In pieno recupero quando ormai mancavano pochi secondi allo scadere è ancora il Napoli a proporsi in contropiede: Pandev offre una ghiottissima occasione a Cavani, il quale con estrema freddezza, dopo aver scavalcato il marcatore Ranocchia e l'estremo difensore Castellazzi porta a due le reti del Napoli. A questo punto c'è solo il tempo per consentire a Cavani l'esultanza sotto la curva e...tutti negli spogliatoi, con l'Inter che non dovrà più preoccuparsi di preparare la gara per il prossimo turno, a pensarci dovrà essere il NAPOLI!!!
SIENA-NAPOLI 1-1: NAPOLI INGUARDABILE
Inguardabile, un Napoli rinunciatario e svogliato, dal primo minuto. Sembra ormai rotto quel giocattolo, quella macchina che metteva paura a tutti ormai non si vede nemmeno più lontanamente. In una gara che per il Napoli doveva essere poco più di una scampagnata, non riesce ad impensirire gli avversari gestendo la gara solo con quei soliti fraseggi in orizzontale, lenti e prevedibili, portandosi poche volte al tiro. Nel primo tempo l'occasione più ghiotta capita tra i piedi di Calaiò, quasi allo scadere, trovatosi solo avanti a De Sanctis, grazie ad uno svarione di Cannavaro. L'attaccante del Siena con un colpo sotto scavalca De Sanctis, spedendo però la palla sulla traversa e successivamente messa in calcio d'angolo da Aronica. Da segnalare per gli azzurri due rigori negati, uno su colpo di testa di Campagnaro, dove sulla linea di porta c'é un'evidente deviazione con il braccio del difensore avversario; il secondo invece, evidentissima trattenuta di Contini su Maggio.
Si passa dunque alla seconda frazione e la gara si presenta ancor più sorniona. Il pubblico di fede azzurra (poco più di 5000 i napoletani) chiede a gran voce l'ingresso in campo del Pocho che viene accontentato, prendendo il posto di Gargano al minuto 53. Sembra cambiare la storia, il Napoli produce qualche preoccupazione in più agli avversari ma al 66' arriva la doccia fredda proprio dall'ex di turno Calaiò, il quale non esulta, rivolgendosi al pubblico napoletano con un evidente gesto di scuse, seguito dall'avvicinamento della mano sul cuore. Gol che la dice tutta sullo stato attuale della difesa azzurra (grave indecisione di Cannavaro).
In campo entrano Dzemaili e Zuniga al posto di Inler e Campagnaro. Con questa mossa e con il precedente ingresso di Lavezzi sul terreno di gioco, Mazzarri prova a suonare la carica.
Al 78' arriva finalmente un calcio di rigore a favore del Napoli, grazie al solito sprint di Lavezzi anticipando D'Agostino, il quale crolla rovinosamente sul Pocho, in area di rigore. Il solito Cavani si presenta dagli undici metri, piccola rincorsa e spara centrale, dove Pegolo ci arriva senza difficoltà.
Cresce l'entusiasmo dei bianconeri.
Dall'ingresso in campo di Lavezzi,si crea qualche spazio in più per il tridente d'attacco, ma l'unico (oltre a Lavezzi) a saperne approfittare e il goleador del momento, lui...Pandev, il quale si fa trovare pronto, raccoglie l'assist di Dossena nel pieno dell'area di rigore e con una splendida torsione, di testa spedisce la palla li, alla sinistra del portiere, dove non può arrivare.
Intanto il Siena si schierava totalmente in difesa con tutti i suoi uomini e proprio in pieno recupero, l'occasione per il Napoli! Grande giocata di Pandev in area, il macedone si gira con un doppio palleggio si libera del difensore e prova il tiro, ma Pegolo si salva con gesto istintivo arrivandoci con i piedi.
Finisce dunque 1-1 una deludente gara che allontana sempre più gli azzurri dall'obiettivo di centrare almeno la zona Europa League.
NAPOLI-BOLOGNA: UN DELUDENTE 1-1
Il Napoli può approfittare nel posticipo di serie A, dopo che in vetta alla classifica c'è stata una frenata generale, fatta eccezione di Inter e Lazio. Mazzarri suona la carica alla squadra chiedendo la massima concentrazione e la giusta aggressività sin dai primi minuti del match. Si parte con un Napoli a trazione anteriore e proprio al 10' sui piedi di Hamsik capita la prima occasione gol, presentatosi solo avanti a Gillet, si lascia ipnotizzare e spara sul portiere. Passano solo 4' e si realizza la regola più antica del calcio, dal gol sbagliato, infatti, si passa al vantaggio rossoblu. Il marcatore è Acquafresca che, ben imbeccato da Pulzetti, appoggia in rete tutto solo ed indisturbato (Maggio resta a guardare) dall’interno dell’area piccola.
A questo punto come per incanto anziché suonare la carica, sparisce il Napoli che riesce a fare solo tanti inutili fraseggi riuscendo raramente a tirare verso la porta avversaria e senza mai impegnare l'estremo difensore.
Si va negli spogliatoi con tanta delusione, amarezza e qualche fischio.
Nella ripresa gli azzurri partono più decisi rispetto alla prima frazione di gioco ed al 53’ una nuova occasione di pareggiare, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo, l'acclamatissimo Pandev, spalle alla porta, non riesce a trovare il pertugio giusto per il gol, svirgolando il pallone da meno di 50 centimetri dalla linea di porta.
Ci risiamo. Ecco ripresentarsi un Napoli confuso, privo di idee e con un avversario che ha saputo interpretare nella maniera più giusta l'incontro fino a questo momento.
Bisogna aspettare il 70' per riaprire le speranze. Arriva il tiro di Inler, deviato e successivamente rimpallato sul braccio di Perez che era posizionato pochi centimetri dentro la linea di area di rigore. L'arbitro Brighi si avvicina con la chiara intenzione di assegnare un calcio di punizione a favore degli azzurri mentre si consulta con l'assistente tramite auricolare. A questo punto cambia rotta e assegna un calcio di rigore a favore del Napoli tra le polemiche dei giocatori in campo, giocatori che arrivano anche alle mani mentre a due passi il direttore di gara non fa una piega. C'è Cavani dal dischetto, ed è il gol del pari. Gli azzurri provano ad accelerare le operazioni per provare a vincere la gara con il tecnico che inserisce anche Vargas all' 82’ al posto di uno spento Maggio, per un Napoli a trazione anteriore.
I padroni di casa attaccano senza sosta ma è ancora il Bologna, in contropiede, a rendersi pericoloso in ben due occasioni con Di Vaio. Nei minuti finali entra anche Lucarelli, ma tempo non ce n’è più con il Bologna che alla fine riesce a strappare un pareggio meritato.
NAPOLI-CESENA 2-1 MA QUANTA FATICA
Soffrendo più del dovuto, il Napoli passa il turno di Coppa Italia battendo 2-1 in rimonta il Cesena.
Sotto 1-0 alla fine del primo tempo per il gol di Popescu, gli azzurri di Mazzarri hanno ribaltato il risultato nella ripresa con le reti di Cavani e Pandev. Grande protagonista il macedone, sempre su punizione: prima una sua conclusione respinta da Ravaglia viene ribadita in rete dal Matador, poi a quattro minuti dalla fine un altro suo calcio piazzato sorprende Ravaglia che respinge ma quando la sfera ha già varcato la linea di porta.
Da segnalare l'esordio di Vargas: 45' senza brillare, con la macchia del tocco sfortunato che ha aperto la strada al vantaggio ospite.
A PALERMO IL NAPOLI DA SPETTACOLO
Tabù sfatato. Il Napoli non vinceva al Barbera dal 1969, nelle ultime sei partite aveva sempre perso ma oggi ha interrotto un digiuno che durava da 43 anni. Gli azzurri battono 3-1 il Palermo al secondo ko consecutivo interno e in partita soltanto per un tempo. Dopo il vantaggio siglato da Pandev al 35', nella ripresa la squadra di Mazzarri ha dilagato con Cavani (eurogol) e Hamsik portando a casa una vittoria netta e meritata.
Si comincia con Mutti che lancia subito il nuovo acquisto Vazquez, piazzandolo alle spalle della coppia Miccoli-Budan. Mazzarri, privo di Lavezzi, si affida a Pandev che insieme ad Hamsik e all'ex Cavani forma il tridente azzurro. Solo tribuna per Vargas.
Appena due minuti e Budan ha sul destro la palla dell'1-0, ma è bravo De Sanctis a chiudere lo specchio della porta. Il Napoli non si spaventa e si rende pericoloso, all'8', con Gargano. Sfondano a sinistra gli azzurri, Dossena mette in mezzo diversi palloni e in area c'è sempre Cavani che in due occasioni non trova la porta e in un'altra impegna Benussi in angolo.
Il Palermo non sta a guardare, al 24' Budan libera Vazquez che davanti a De Sanctis spreca di sinistro. Al 35' non sbaglia Pandev che chiude in rete un bel contropiede Cavani-Gargano. Il macedone va anche vicino al 2-0 e il primo tempo si chiude con un gol annullato a Migliaccio (giusto fuorigioco).
Nella ripresa Mutti cambia modulo e il Napoli dilaga. Al 9' Cavani inventa uno splendido gol, non esulta e si merita gli applausi del suo ex pubblico. Azzurri sul 2-0, ma ancora affamati: al 13' Pandev colpisce il palo, al 15' Hamsik salta Benussi e segna il 3-0 chiudendo la partita.
Palermo con il morale a terra, il Napoli non affonda i colpi e, al 44', arriva il gol della bandiera dei siciliani: segna capitan Miccoli di testa.
Finisce 3-1 per gli azzurri e tra i fischi del pubblico rosanero.
NAPOLI 6-1 SPETTACOLO
Il Napoli chiude in bellezza un 2011 che resterà nella storia. Mazzarri e tutto il Napoli meritava di finire con una vittoria convincente. Ne fa le spese un Genoa francamente imbarazzante, senza mai accennare una seria reazione, nemmeno quando accorciava le distanze (3-1). Va anche bene al Genoa, perché nel conto del Napoli mancano un rigore grosso come una casa e due gol divorati da Cavani a gara chiusa. Il Napoli, privo di Lavezzi, con il suo collaudato 3-4-2-1 prova a prendere il comando delle operazioni nei primi minuti, ma al 10' è il Genoa (4-3-1-2) che si fa vedere nella metà campo avversaria, con Caracciolo che riesce ad avere la meglio su Campagnaro ma fa partire una conclusione troppo centrale per impensierire De Sanctis. Fiutato il pericolo, il Napoli si getta di nuovo in avanti e al 12' trova il gol del vantaggio: Maggio lancia Cavani in profondità, l'uruguaiano scatta in posizione regolare (lo tiene in gioco Kaladze), e con un preciso diagonale non lascia scampo a Frey.
La rete mette le ali ai piedi degli uomini di Mazzarri, che nel giro di un paio di minuti vanno ancora alla conclusione, prima con Cavani di testa (esterno della rete), poi con Gargano dalla distanza (para Frey).
La difesa del Genoa dà evidenti segni di cedimento, e il Napoli ne approfitta al 17': contropiede orchestrato da Pandev, il macedone serve Hamsik, che prima si fa respingere la conclusione da Granqvist e poi non perdona sulla ribattuta.
Per il Genoa è buio pesto, e al 25', ancora sul filo del fuorigioco, Cavani batte nuovamente Frey con un "cucchiaio" che manda in visibilio il "San Paolo". La partita è nelle mani del Napoli, che però si distrae e perde un pò di campo.
Il Genoa si affida all'orgoglio e al 27' accorcia le distanze: bella combinazione Pratto-Jorquera, maglie larghe della difesa partenopea e gran sinistro del cileno che batte De Sanctis. La rete ridà un pizzico di entusiasmo ai rossoblù, che vanno vicini al bis due minuti dopo, con un diagonale di Pratto che mette un brivido a De Sanctis, costretto a una respinta non facile. Il Genoa insiste, ma al 39' è il Napoli ad avere l'occasionissima per il quarto gol: Pandev sfrutta un pasticcio a centrocampo degli ospiti e si presenta in area, Mesto rimonta e nel contrasto il macedone finisce a terra. Pandev chiede il rigore, ma per Valeri è tutto regolare.
Il Genoa continua a concedere troppi spazi al contropiede del Napoli, e al 46' proprio Pandev dopo una cavalcata solitaria batte Frey per la quarta volta con un sinistro angolato.
In avvio di ripresa Jankovic impegna De Sanctis, un segno di vitalità del Genoa che prova a recuperare con l'orgoglio quanto riesce a dissipare in difesa. Ma è un fuoco di paglia: al 2' Cavani si divora l'occasione del 5-1, al 4' ci pensa Gargano con un gran destro a mettere il punto esclamativo sulla partita. Il resto è pura accademia, con Cavani che sfiora la tripletta personale, e Zuniga che al 35' con un gran destro a giro sigla il sesto gol. Finisce in festa per il "San Paolo", con il Napoli che chiude l'anno solare con la qualificazione agli ottavi di Champions League e 24 punti in campionato, 3 in più del Genoa, anche se i sei gol di stasera facevano pensare a un distacco decisamente maggiore.
NOTTE STREGATA AL SAN PAOLO: 1-3
San Paolo delle grandi occasioni per il big match di questa sera tra Napoli e Roma. I pronostici sono tutti a favore degli azzurri. Incredibile ma vero...triplice fischio ed è 1-3. Azzurri irriconoscibili. Una vera nottataccia quella per gli uomini di Mazzarri.
La cattiva sorte si presenta subito, quando al secondo minuto, La Mela, dopo una doppia indecisione, prima di un irriconoscibile Campagnaro, poi quella di Cannavaro, mette in area dalla linea di fondo dove sia Aronica e sia De Sanctis regalano un gollonzo lasciando scivolare la palla in rete.
Gli azzurri provano a superare il momento poco felice, creando qualche occasione, pericolosa, grazie anche alle incursioni dalla sinistra di Zuniga, il quale dopo aver confuso la difesa avversaria, presenta una ghiottissima occasione per Hamsik, trovatosi solo con tutta la porta sguarnita avanti a se, a pochi centimetri dalla linea di rete, con il piattone, mette incredibilmente la palla oltre la traversa.
Qualche minuto più tardi ancora l'occasionissima per portare sul pari il risultato capita sui piedi di Lavezzi, spara una bomba con il piede destro che va a stamparsi sul palo.
A primo tempo quasi scaduto capita l'occasione d'oro anche per i giallorossi, sui piedi di Osvaldo che con l'esterno destro manda a lato.
Si ritorna in campo per il secondo tempo e il Napoli sembra motivato, attento ed alla ricerca del gol del pari. Gol che il Napoli trova subito, nei primi minuti. Cavani raccoglie l'assist di Maggio infilando in rete. L'arbitro ingiustamente annulla per un fallo inesistente dello stesso Maggio. Gli azzurri non si arrendono e ancora un'occasione capita ad un imprendibile Lavezzi, il quale raccoglie un assist di Gargano svirgolando il pallone a causa di un probabile stiramento alla coscia destra, che lo costringerà qualche minuto più tardi alla sostituzione.
Quando al Napoli mancava solo il gol convalidato ecco l'ennesima beffa e l'ennesimo errore di Campagnaro, sul cross di Totti, si lascia sfuggire Osvaldo che da un metro da De Sanctis, la mette dentro.
A questo punto il Napoli sembra un po' mollare nonostante abbia avuto anche qualche buona occasione. L'occasione giusta arriva all'ottantunesimo quando Zuniga serve Hamsik, che salta il marcatore ed infila tra le gambe dell'estremo difensore.
Si rivede un briciolo di possibilità di rimonta per gli azzurri ma, la cattiva sorte non vuole mollare la presa e all'ottantanovesimo minuto, un innocuo tiro di Simplicio sporcato da una deviazione di Cannavaro finisce alle spalle di De Sanctis.
Tanta delusione tra il pubblico azzurro che lascia lo stadio incredulo e con la consapevolezza che il sogno di riagganciare la vetta diventa sempre più utopia.
Strano caso al San Paolo: Ancora una volta, si rivede in tribuna Ciro Ferrara e ancora una volta un pessimo risultato per gli azzurri. Non intendiamo attribuirea costui tutti i meriti di questa cattiva sorte, sarà pura casualità ma da TIFOSI chiediamo cortesemente di non essere assiduo spettatore, invitandolo a seguire di più la sua amata (da egli stesso dichiarato) Juventus!!!
NOVARA-NAPOLI E' UN DELUDENTE 1-1
Evidentemente giocare ad alto livello in Serie A e in Champions League per il Napoli al momento è chiedere un po’ troppo. Dopo la storica qualficazione agli ottavi di Champions League, i ragazzi di Mazzarri pareggiano in casa del Novara 1-1 nella 15esima giornata di Serie A. La vetta della classifica è sempre più lontana, come anche il quarto posto. Mazzarri si presenta con i “quattro tenori” in campo tutti insieme portando Hamsik nel ruolo di interno di centrocampo (ruolo a lui noto in quanto interpretato nella propria nazionale) lasciando spazio a Pandev in attacco in compagnia di Lavezzi e Cavani (quest'ultimo sicuramente meno incisivo rispetto alle precedenti gare, sostituito durante l'incontro -cosa da lui poco accettata- da un Mascara che continua a vedersi la partita non più dalla panchina). Il Novara, che gioca con il solo Rubino di punta, è ben messo in campo e attento a chiudere sul nascere le ripartenze partenopee. La prima occasione dell’incontro capita sui piedi di Gemiti, che scalda le mani a De Sanctis con una sassata dalla distanza. Si sveglia il Napoli, ma i colpi di testa di Pandev e quello di Maggio non sono precisi. Il primo tempo noioso si chiude poi con un tentativo da fuori di Dzemaili, ma anche in questa occasione senza esito positivo.
La ripresa è decisamente più viva del primo tempo. Lavezzi, che nei primi 45 minuti era parso fuori partita, torna finalmente a giocare come sa, scorrazzando qua e là nella metà campo avversaria e facendo impazzire il proprio marcatore di turno. Nonostante la buona vena del Pocho è il Novara ad avere le occasioni migliori in questa fase: Radovanovic scalda il piede dalla distanza, e sulla sua conclusione Mazzarani manda alto da pochi passi, poi è Rubino a provarci con il sinistro da posizione defilata, ma il capitano dei piemontesi chiude troppo l’angolo di tiro e osserva la sua conclusione perdersi sul fondo.
Arrivato il 69° minuto i padroni di casa passano in vantaggio con una punizione dai 25 metri di Radovanovic, la barriera del Napoli si apre colpevolmente con De Sanctis che vede il pallone infilarsi in rete, non potendo nulla pur provando a stendersi sulla sinistra.
Partita in salita per il Napoli, allora Mazzarri decide di far entrare Zuniga e Inler per l’assalto finale, portando Maggio quasi sulla linea degli attaccanti.
E' il minuto 84, Lavezzi scappa via sulla sinistra, arriva sul fondo scaricando per Hamsik che liscia un pallone non da lui, servendo involontariamente l’accorrente Dzemaili, che con un destro violento infila la palla in rete.
Nonostante l’assalto finale del Napoli che sembra aver ritrovato la grinta giusta, l'incontro si chiude sul risultato di 1-1.
Da segnalare nell'ultima occasione del Napoli, la richiesta degli azzurri di un calcio di rigore per un presunto fallo di Ujkani su Pandev, smentito poi dalle riprese televisive.
Noi tifosi del Napoli ci chiediamo: "Caro Pandev, anziché crollare a terra, perché non pensare a giocare cercando l'assist al centro, considerato che il portiere avversario era a tal punto fuori dai pali?"
QUEL SOGNO ORA E' DIVENTATO REALTA'
Il Napoli vince 2-0 sul campo del Villareal e - per la prima volta dai tempi di Maradona - è negli ottavi di Champions League. Davvreo un'impresa per la squadra di Mazzarri, capitata in un "girone di ferro", finito peraltro anzitempo negli spogliatoi: è stato espulso quando il risultato non si sbloccava mentre in Manchester City vinceva su un Bayern che aveva fatto la scelta (davvero anti-sprotiva) di mandare in campo la "squadra B". Platini, che tiene tanto al fair play, dovrebbe chiedere ai tedeschi conto della squadra che hanno mandato in campo contro Mancini.
In Spagna le cose vanno in maniera totalmente differente, dai commenti pre-partita dove tutti davano per super favorita la squadra di Mazzarri, non tanto per il punto di vantaggio dalla terza in classifica, ma perché giocava contro una squadra ormai eliminata e con il dente avvelenato nei confronti di Tevez e quindi del Manchester City. In campo scende un Villareal ordinato e attento, a differenza di un Napoli che ha troppa fretta di mettere al sicuro il risultato, e si sa che in questi casi la tensione può causare brutti scherzi.
Nonostante tutto il Napoli ha l'occasione più ghiotta nei primi minuti con Zuniga, che solo avanti al portiere si lascia imbambolare, facendosi catturare il pallone. Passano i minuti ma le emozioni non arrivano, anzi è proprio il Villareal che riesce a gestire la gara, rallentando i ritmi e creando qualche preoccupazione.
Nel secondo tempo il Napoli prova ad affacciarsi più costantemente nella retroguardia avversaria e proprio quando dalla tribuna arrivano indicazioni di Mazzarri sull'imminente richiamo in panchina di Inler, quest'ultimo al minuto 64 con un gran tiro da fuori area, lascia immobile il portiere portando il Napoli in vantaggio, 1-0.
Passa poco e il Napoli trova il gol della tranquillità. Hamsik sul quattordicesimo corner conquistato dal Napoli, battuto da Lavezzi si fa trovare pronto nell'area piccola ed insacca, 2-0.
Il Villareal gioca la sua partita fino al recupero e solo una grande parata di De Santis ha evitato nel finale il gol dell'1 a 2.
Tutti in coro «Oj vita, oj vita mia». Cantano i quattromila tifosi del Napoli allo stadio El Madrigal.
Comunque il girone finisce col Bayern Monaco primo a 13 punti e il Napoli secondo a 11. Nulla può il Manchester City degli sceicchi e di Mancini. Finisce a 10 punti. Trasferirà le sue ambizioni in Europa League.
SALITE SULLA GIOSTRA, OFFRE IL NAPOLI
Con le parole di un tifosissimo del Napoli, Raffaele Auriemma, che sintetizziamo la prova esaltante degli azzurri. Stavolta riuscendo a gestire la vittoria fino al triplice fischio con attenzione. Nulla può il Lecce, pur avendo iniziato portandosi più volte pericolosamente in attacco, contro un Napoli, che nei primissimi minuti si presenta timido. Nel Napoli in previsione della gara contro il Villareal di mercoledì, Mazzarri si presenta con un turnover già annunciato, con Fideleff e Fernandez, al posto di Cannavaro e Campagnaro, e con Aronica centrale di difesa. A centrocampo i soliti laterali Dossena e Maggio in campo dal primo minuto, centrali Inler e Dzemaili, quest'ultimo preferito a Gargano. In attacco un insolito tridente composto da Lavezzi e Pandev dietro al recuperato Cavani. Hamsik in panchina fino al 20° minuto del secondo tempo, quando ha sostituito un eccellente Pandev. Una buona prestazione degli azzurri in particolare dopo la stupenda invenzione del solito fantasista Lavezzi, che dopo aver ubriacato mezza difesa, dribblando prima Cuadrado, poi Oddo, stringe al centro e lascia partire un destro su cui Benassi pasticcia, complice anche un pallone reso viscido a causa dell'intensa pioggia venuta giù. E' il gol dell' 1-0.
Il Napoli cerca di affondare ancora il colpo. La prima volta non ci riesce perché il portiere dei salentini e il muro difensivo mettono una pezza prima su Cavani e poi su Pandev, ma i partenopei non perdonano. Un grande Pandev si è visto anche stasera, si muove moltissimo e al 33' trova un controllo elegantissimo che gli permette di servire con precisione chirurgica Cavani, che si infila nel cuore della difesa, 2-0. Le sorprese stasera non finiscono qui, arriva la rete di Dzemaili che trova un colpo da fuori area al 41° minuto portando il Napoli sul risultato di 3-0.
Il Lecce in ginocchio è comunque generoso, prova ad affacciarsi in avanti e va vicino al gol con un gioco di prestigio di Muriel in favore di Pasquato, ma Fideleff (nonostante la sua prova non del tutto convincente) rimedia con una scivolata salvando sulla linea.
Nel secondo tempo si vede un Napoli decisamente più rilassato e se non c'è storia per i valori in campo, c'è però la sfrontatezza di Muriel che trova la prima rete in campionato con un numero su Aronica accorciando le distanze.
Il Napoli trotterella per risparmiare energie da spendere in Champions.
Il Lecce tenta il tutto per tutto e il solito Muriel va vicinissimo alla doppietta. Una dormita in difesa di Fideleff permette all'attaccante di impattare di testa la palla che finisce fuori di un soffio.
Arriva il momento di Gargano e Hamsik prima, al posto di Inler e Pandev.
Qualche minuto più avanti Mazzarri regala la gioia del ritorno in campo a chi ha seguito tutto il percorso azzurro, dalla serie C all'altra C, quella della Champions, lui, Gianluca Grava applaudito ad ogni suo tocco del pallone dalla tifoseria azzurra, al posto di Fideleff che tra l'altro in un contrasto di gioco aveva anche avvertito un risentimento alla coscia.
Gli azzurri gestiscono palla e si affidano a qualche folata del solito Lavezzi, incontenibile. E' ancora il Pocho a metterci lo zampino: assist per Cavani e tap-in facile facile del Matador a due passi dalla porta, 4-1.
Nel finale c'è lo sguardo triste di Di Francesco, espulso, che accompagna i suoi mentre esce amaramente dal San Paolo e la rete a tempo scaduto di Corvia, che accorcia sul 4-2, è inutile per il risultato e, probabilmente, per il suo allenatore.
NAPOLI-JUVE 3-3 OCCASIONE SPRECATA
Spettacolo, tante emozioni e gol al San Paolo nel reucpero della 11° giornata.
Parte forte la Juventus che con Vucinic al 6° minuto dopo un rimpallo favorevole schiaccia di destro di poco a lato.
Il Napoli si affaccia dalle parti di Buffon al 14° minuto con una incursione di Lavezzi che scavalca Pirlo in area di rigore e proprio quest'ultimo atterra il Pocho, è rigore. Rigore che viene messo a segno da Hamsik, ma l'arbitro vede entrare troppi giocatori in area prima del tiro e giustamente annulla facendo ripetere la battuta (anche se vorremmo vedere quante altre volte adotterà durante il campionato lo stesso criterio). Ancora Hamsik sul dischetto spara alto sopra la traversa.
Basta ancora un po' di pressione degli azzurri e apre Hamsik di testa al 23'. Il Napoli cresce, forte anche del vantaggio e verso lo scadere del primo tempo arriva anche l'attesissimo gol di Pandev al 40' andando a zittire tutte le critiche.
Si chiude così il primo tempo.
Rientro dagli spogliatoi e si vedono le due squadre totalmente differenti, una Juventus grintosa e un Napoli quasi spaventato dal doppio vantaggio, tanto che Matri accorcia al 3° minuto.
La Juventus diventa sempre più minacciosa, ma al 68° minuto, ancora Pandev a bucare Buffon con uno stop, giro e tiro al volo spettacolare.
Ormai sembra una partita chiusa ma al 72° minuto Estigarribia riapre la partita dopo che l'arbitro non si accorge di un fallo di Pepe (una spinta da dietro) su Maggio che di testa stava intervenendo.
E' la volta di Fernandez al posto di un attento Aronica. Proprio Fernandez al 77° minuto grazie ad un rimpallo regala a Pepe dopo una incuirsione di 30 metri una perfetta triangolazione e arriva la definitiva rimonta, 3-3.
Si è vista una squadra ancora una volta stanca e con idee poco chiare in difesa.
ATALANTA NAPOLI: VINCE LA STANCHEZZA
Un vero peccato per il Napoli che nel primo tempo ha concesso solo possesso palla andando più volte vicino al gol. Nel secondo tempo un Napoli trasformato, timoroso e evidentemente stanco. Proprio la stanchezza regala al capocannoniere di serie A, ex punta azzurra Denis il gol del vantaggio. Il Napoli prova a crescere e ci riesce proprio con l'ingresso in campo di Lavezzi al posto di un ancora inesistente Pandev, che uscendo ha anche battibeccato con mister Mazzarri. Il Pocho ha dato vivacità agli azzurri e innanzitutto un punto di riferimento per tutta la squadra. Il Napoli a trazione anteriore rischia non poco in diverse occasioni, ma ancora una volta, per la gioia di tutti i tifosi napoletani nella nota zona Mazzarri è il Matador (al 94° minuto) sul filo del fuorigioco a segnare il gol del pari deviando un tiro-cross di Santana e zittire la tifoseria atalantina, che fino a quel momento intonava cori rivolti a Denis, loro idolo, uscito un minuto prima. La partita si chiude sul risultato più giusto: 1-1
NAPOLI, ACCUSSI' ME FAI MORI'...
'O Surdato 'Nammurato è l'Inno alla gioia di una notte magica per il San Paolo.
Vince Napoli, che ha saputo soffrire e applaudire. Vince il Napoli, che ha saputo giocare e divertire. Gli azzurri hanno la meglio sul Manchester City per 2-1. La gloria è tutta del Matador Cavani, tornato ai gol pesanti che lo hanno contraddistinto nella scorsa stagione. L'uruguagio mette a segno una doppietta indimenticabile per il popolo partenopeo. Nel mezzo, il pareggio di Mario Balotelli, frutto dell'unica azione pericolosa dei Citizens nel primo tempo. Supermario che, stranamente (ma forse non troppo), non ha esultato. Un gesto che passa in secondo piano quando il rettangolo verde si illumina, al minuto 49, della gemma al volo di Cavani che vale il definitivo 2-1.
Napoli superiore per tasso atletico, ottimo nel pressing alto e bravo a stringere i denti nel finale, quando gli inglesi sono venuti fuori pericolosamente. A dir loro di no, Morgan De Sanctis. L'unico capace di strappare dalle mani di Cavani la palma di migliore in campo della serata.
NAPOLI - LAZIO FINISCE 0-0
La maledizione pre-Champions League non molla la squadra di Mazzarri. Nonostante la buona gara interpretata in particolare nel secondo tempo, il Napoli proprio non riesce a vincere. Tutti i meriti vanno ad uno strepitoso Marchetti che blinda la porta.
Nell'unica occasione in cui il Napoli riesce a sfondare ci pensa il guardalinee a segnalare un fuorigioco inesistente, su un'incursione di Maggio partito almeno un paio di metri dietro l'ultimo difensore biancoceleste, appoggiando poi a Cavani per la rete dell'1-0. Il Napoli avrebbe meritato sicuramente i tre punti. La vittoria avrebbe sicuramente aumentato la fiducia della squadra, utile ad affrontare con maggiore convinzione la gara di martedi contro il Manchester City. Noi ci crediamo e allora FORZA NAPOLI!!!.
FINITA L'IMBATTIBILITA' IN CHAMPIONS
Il Bayern Monaco ha battuto il Napoli 3-2 nell' incontro del gruppo A della Champions League. La squadra di Mazzarri ha cominciato bene, ma in agguato c'era Mario Gomez. Il bomber tedesco al 17', 23' e 42' pt ha infilato una micidiale tripletta. Prima dello scadere, pero' Fernandez ha segnato la rete del 3-1 e al 35' della ripresa ha raddoppiato. Inutili gli ultimi attacchi degli azzurri, che ora sono terzi in classifica con 5 punti, dietro a Bayern (10) e Manchester City (7).
ANCORA UNA SCONFITTA DEGLI AZZURRI
Non è bastato il lampo di Cavani dopo soli ''30 a dare la vittoria al Napoli contro il Catania, con i siciliani che hanno battuto gli azzurri per 2 a 1.
Nuovamente in forma l'uruguayano che dopo pochi secondi aveva portato in vantaggio gli azzurri sfruttando al meglio il traversone di Dossena.
Ritmi velocissimi nella prima mezzora di gara, i padroni di casa non si danno per vinti trovando la rete del pareggio al 25esimo con il primo goal in A di Marchese, pronto a ribattere in rete dopo la respinta di De Sanctis su Gomez. Occasioni da entrambe le parti per tentare la via della rete, Gomez e Bergessio vicinissimi al 2 a 1, ma ancor più Almiron che ha fallito un rigore in movimento angolando il destro troppo sfiorando il palo.
Grossa opportunità azzurra al 40' con l'urlo di Lavezzi strozzato in gola dal salvataggio di Bellusci sulla linea. Nel finale tegola per gli uomini di Mazzarri: doppio giallo a Santana. Giusta la doppia ammonizione, ma c'è da segnalare probabilmente la troppa fretta dell'arbitro nell'estrarre il cartellino all'azzurro, considerato che proprio sullo stesso poco prima vi era stato un fallo piuttosto cattivo, ma tollerato dall'arbitro il quale assegna il fallo senza alcun provvedimento. Pesa tantissimo l'inferiorità numerica e di fatto al terzo minuto della ripresa arriva la rete di Bergessio del definitivo 2-1.
NAPOLI-UDINESE: E' UN GRANDE NAPOLI
La partita è stata perfetta per il Napoli, che ritorna ad essere grande contro le grandi, se così possiamo definire un Udinese poco propositiva, chiudendo l'icontro sul 2-0. Si fanno infatti sentire le assenze di Di Natale e Isla nell’Udinese di Guidolin che perde il primato in classifica qui al San Paolo, e si ritrova ad essere scavalcata dalla Juventus.
Una strabiliante gara quella interpretata dalla squadra Azzurra e in particolare dal Pocho, che ritrova anche il gol e da un insuperabile Morgan De Sanctis che si oppone alla reazione dell'Udinese subito dopo il vantaggio del Napoli, in due occasioni.
Il Napoli trova il suo primo gol dopo un'azione straordinaria, con un tiro di Lavezzi che al volo dopo lo scatto seguito ad un un assist in rovesciata del Matador scavalca Handanovic. Il secondo il Napoli lo trova con uno schema studiato dagli azzurri su calcio piazzato. Inler finta il cross al centro dell'area, allungando a sinistra, al limite dell'area di rigore su Dzemaili che prontamente alza una parabola sotto porta dove in volo Maggio insacca di testa alle spalle del portiere.
Da segnalare un gol di Hamsik per gli azzurri annullato, per sospetto fuorigioco nei primissimi minuti quando il risultato era fermo ancora sullo 0-0, ma già si fiutava l'odore del gol del Napoli
Ritorna così alla vittoria un Napoli che proprio non vuole distaccarsi dalla zona alta della classifica.
AL S.ELIA IL RISULTATO NON SI SBLOCCA
Il Napoli pareggia al Sant'Elia. Finisce 0 a 0 una partita che però contraddice il risultato per emozioni ed occasioni. Il Napoli ci ha messo l'anima ed ha cercato sempre il gol partita. Ed in effetti la palla gol più clamorosa capita a Santana che da pochi metri in area colpisce il palo pieno. Il Cagliari di suo becca una traversa con Nainggolan.
Match apertissimo fino alla fine che gli azzurri hanno interpretato con la giusta mentalità, non lasciando nulla al tatticismo esasperato e profondendo gioco per trovare il colpo risolutore. Pareggio giusto ma anche importante.
Si prosegue senza sosta, mercoledì al San Paolo arriva l'Udinese capolista e sarà certamente una serata di grandi emozioni.
IL MONDO SALUTA IL GRANDE "SIC"
Tragedia del GP di Malesia: è rimasto vittima Marco Simoncelli. Si stringono attorno alla famiglia del giovane motociclista e si uniscono al lutto del mondo dello sport per la scomparsa del grande campione italiano, tutti i tifosi del Napoli
NAPOLI-BAYERN M. 1-1, UN PARI CHE VALE
Napoli-Bayern Monaco finisce 1 a 1 ed è un grande risultato per gli azzurri contro una delle squadre più forti d'Europa che era a punteggio pieno nel girone. La squadra di De Laurentiis, che sembrava la Cenerontala del girone, conclude - invece - al secondo posto l'andata, subito dopo i tedeschi. Il Manchster City vince all'ultimo minuto contro il Villareal, che ormai sembra fuori dai giochi. Due giocatori del Napoli su tutti: il portiere De Sanctis, che ha parato un rigore inesistente di Gomez, concesso dall'arbitro Benquerenza, e Maggio determinante per l'azione del gol del pareggio. De Sanctis spiega come ha fatto a aprare il rigore: "Abbiamo studiato - dice - domenica aveva tirato un rigore a destra e mi sono buttato dall'altra lato".
NAPOLI-PARMA 1-2: OCCASIONE SPRECATA
La sosta deve avere confuso le idea ai giocatori di Mazzarri che forse con la testa già a martedì sera contro il Bayern, sfoderano una prestazione opaca e priva di idee.
Si salvano solo il solito Lavezzi ed il marcatore Mascara. Per il Parma una partita di contenimento eccellentemente interpretata, grazie alla sagacia tattica di mister Colomba che riesce ad imbrigliare la manovra partenopea ed a creare quel tanto che basta per portare a casa l’intera posta.
IL NAPOLI RIDIMENSIONA L'INTER
Tifosi interisti questa sera andate im piazza Duomo, alzate gli occhi verso la Madonnina che piange, non gridate al miracolo, è semplicemente tutto merito del Grande NAPOLI. Questo il commento di fine partita di uno dei tifosissimi degli azzurri: Mr.Raffaele Auriemma. Dal lontano 1994 che il Napoli non batteva l’Inter a San Siro, e dispiace doverne dividere i meriti con l’arbitro Rocchi.
La partita è, fin dall’inizio, bellissima e piena di intensità da ambo le parti, con Lavezzi e Maicon che, a parti invertite, fanno letteralmente impazzire i rispettivi avversari. Ad un certo punto Rocchi comincia ad ammonire un po’ a caso, rispetto agli interventi dei giocatori, e perde così il controllo della partita. A rimetterci è il nerazzuro Obi che si prende il giallo su un intervento non così falloso a centrocampo e lo raddoppia, questo giustamente, stendendo Maggio ai limiti dell’area di rigore; l’espulsione è quindi d’obbligo ma Rocchi regala addirittura il rigore agli azzurri. Lo batte Hamsik che dimostra il suo orgoglio da napoletano acquisito che non vuole approfittare dei favori arbitrali buttandolo tra le mani di Julio Cesar, il quale però respinge corto e permette a Campagnaro, con la coscienza pulita di chi non deve più nulla alla sorte, di concludere sul primo palo per il vantaggio. Gli interisti tutti lamentano che il difensore azzurro fosse già in area al momento del rigore, ed in effetti hanno ragione, ma è pur vero che c’erano anche 4 interisti e che ormai la ripetizione del rigore, come prevista da regolamento, è alquanto fuori moda. Da segnalare anche un intervento da ammonizione di Zanetti su Lavezzi poco fuori area di rigore neanche sanzionato da Rocchi. Nell’intervallo un Ranieri esasperato dall’atteggiamento dell’arbitro si fa addirittura espellere per la veemenza delle sue, pur giuste, proteste. Nella ripresa l’Inter dimostra tutto il suo valore (quasi pienamente recuperato dalla cura Ranieri) intimorendo il Napoli con un pressing altissimo, ma ciò nonostante arriva il raddoppio con un filtrante di Mascara (entrato al posto di Pandev non ancora al meglio ma in via di recupero) che premia lo scatto da centometrista puro del solito Maggio, il quale si concede uno splendido pallonetto da fuori area, alla Cavani, per il raddoppio dei suoi. Non mi stancherò mai di ripeterlo: Maggio è un atleta fuori dal comune! Nonostante il raddoppio del Napoli, l’Inter vuole a tutti i costi continuare a credere che la rimonta sia possibile, ma gli azzurri sfiorano il terzo gol con Zuniga che tocca alto a porta vuota, e lo mettono infine a segno con un filtrante di Lavezzi per Hamsik che segna il suo 50° gol con la maglia azzurra! Sul 0-3 i nerazzurri rinunciano definitivamente al gioco e lasciano fare melina agli azzurri che non intendono infierire su un avversario dimostratosi all’altezza anche in inferiorità numerica, e sugli spalti si odono gli olè dei 5.000 tifosi che accompagnano ogni passaggio azzurro. Negli ultimi 10 minuti di partita Mazzarri (nel giorno del suo 50° compleanno) regala l’esordio con la maglia azzurra all’argentino Chavez, che nell’unica azione concessagli dai suoi in avanti dimostra di avere le stesse movenze del Pocho di cui dovrebbe rappresentare il naturale sostituto. La partita finisce e anche a San Siro si sente urlare a squarciagola o’ surdat ‘nnammurat! Oltre al già elogiato Maggio, una menzione particolare per Zuniga che, sfruttando una condizione fisica invidiabile, ha di fatto rubato il posto sulla sinistra a Dossena con prestazioni di altissimo livello, andandosi ad affiancare per pericolosità all’amico Christian e al sempre più incisivo Lavezzi (imprescindibile la sua presenza!), e in difesa complimenti per Campagnaro sempre, incredibilmente, puntuale e decisivo nei ripiegamenti. Peccato per l’arbitraggio scadente che ha rovinato lo spettacolo, ma ciò non toglie meriti alla squadra azzurra che, considerando la stagione passata, vanta ancora crediti nei confronti dei ragazzi di Collina. Complimenti al Napoli per l’impresa e speriamo che la sosta permetta il pieno recupero fisico agli acciaccati, così da riprendere alla grande contro il Parma e il Bayern Monaco.
LA VENDETTA E' SERVITA!!!
Ha avuto ragione Mazzarri. Ha fatto un massicico turn over contro il Chievo (e ha perso la partita), ha detto ai suoi di andarci piano con la Fiorentina (e ha rimediato un pareggio in casa. Ma stasera ha mandato in campo una squadra fortissime e ha battuto il Villareal, ipotecando la qualififcazione in un giorne impossibile. La squadra di Mazzarri, infatti, stasera è al seocndo posto, dietro il Bayern, a punteggio pieno e davanti al Manchester City di Robedrto Mancini, lo squadrone costato milioni di eruo agli sceicchi apdroni del club. Mentre il Villareal è a zero punti. Poche settimane fa non ci avrebbe creduto nessuno che le prime due partite di Champions League potessero andare così.
NAPOLI-FIORENTINA: FERMA SULLO 0-0
Niente da fare, la bella di notte non va oltre lo 0-0 contro una Fiorentina che ha dato non pochi problemi agli azzurri anche se solo per i primi 45 minuti. Infatti nel primo tempo si è visto un solo tiro pericoloso da parte degli azzurri e del solito Cavani che con un diagonale sfiora di pochissimo il palo più lontano, rispetto alle tante occasioni dei viola. Da segnalare una chiarissima occasione da gol sventata dall'insuperabile Morgan De Sanctis. Nel secondo tempo i viola si trovano avanti un Napoli decisamente più motivato. Peccato che l'arbitro e l'assistente di linea non assegnano agli azzurri un evidentissimo calcio di rigore per fallo di mani di Pasqual su assist di un caricatissimo Zuniga. Ancora qualche minuto dopo su calcio d'angolo c'è un evidente trattenuta sotto porta ai danni di Hamsik, ma anche in questo caso nessun fischio. C'è un pizzico di delusione in casa azzurra che questa sera sperava in un risultato nettamente a favore.
A VERONA ARRIVA LA PRIMA SCONFITTA
Napoli dov'eri? E' un undici insolito, sette giocatori del "Napoli b" inseriti titolari questa sera al Bentegodi. Mai entrata in partita la squadra di Mazzarri che deve assumersi tutte le colpe di questa prima sconfitta. Inspiegabile dopo sole tre partite ufficiali la scelta dell'allenatore.
I tifosi sono infuriati. Non sarebbe stato meglio fare a meno dai primi minuti di Lavezzi, Campagnaro e Dossena, rimasti a casa e lasciare il resto della rosa titolare cercando sin dai primi minuti di mettere al sicuro il risultato per poi effettuare i cambi? Se lo chiede la gente di Napoli.
NON PROVATE A FERMARCI...
Manca il cacciatore di alci (e urge il recupero di Ibra) e allora Edi Cavani si prende la scena e con una eccezionale tripletta fa volare il Napoli in vetta, soprattutto con un +5 impensabile sui campioni rossoneri e sull'Inter. Impensabile anche per il presidente De Laurentiis che a fine luglio mandò tutti a quel paese ("Siete tutti delle m.....") quando alla stesura dei calendari visse come un complotto questo Napoli-Milan messo dopo l'esordio in Champions. Invece gli azzurri di Mazzarri si confermano in gran forma e battono con merito un Milan molle cui non basta l'alibi delle tante assenze per giustificare una prova a tratti imbarazzante.
Manchester City-Napoli 1-1
Impresa del Napoli sul campo del Manchester City. Conquista il suo primo punto di Champions League su un campo difficilissimo. Al di là dell'1 a 1 finale, c'è da dire che la squadra di Mazzarri ha imposto il suo gioco, ha segnato per prima e ha finito la partita all'attacco, pur dovendo rinunciare alla punta più in forma, Lavezzi, che è uscito per infortunio.
Cesena-Napoli 1-3 e... che Napoli!!!
Il Napoli conquista a Cesena i primi 3 punti del nuovo campionato e comanda la classifica. Finisce 3 a 1 per gli azzurri con gol di Lavezzi, Campagnaro e Hamsik. Per i padroni di casa Guana segna il gol del momentaneo 1 a 1.
Poi Banelouanne si fa espellere ingenamente dall'arbitro Bergonzi e il Napoli con un giocatore in più fa sua la partita, anche perché Mazzarri si decide a mandare in campo Hamsik, autore di un bellissimo gol.
La squadra di Giampaolo ha giocato una bella partita, contro un Napoli cinico.
Il Napoli ora è atteso a Manchester dove mercoledì inizierà il suo cammino in Europa contro il club allenato da Roberto Mancini.
SOCIETA' SPORTIVA CALCIO NAPOLI
(2010) De Laurentiis: Napoli come Barcellona
2010-Il Presidente Aurelio De Laurentiis afferma di voler costruire un Napoli in stile Barcellona.
Ho sempre detto che il secondo quinquennio sarà quello della creazione del vero Napoli, dove si parte da talenti giovani. Con Mazzarri mi sono trovato molto bene e per questo che nonostante mancasse ancora un anno di contratto, ho voluto prolungarlo per altri due anni, tali da farne diventare quattro, in modo da creare insieme qualcosa di importante. Lo scudetto? Noi puntiamo sempre in alto, ma soprattutto a migliorare la squadra... poi vedremo dove si arriverà!!!
STADIO SAN PAOLO DI NAPOLI
Lo Stadio San Paolo di Napoli sorge nel quartiere di Fuorigrotta. Battezzato come Stadio del Sole, cambiò successivamente denominazione, per celebrare la tradizione secondo la quale San Paolo avrebbe raggiunto l'Italia attraccando nell'attuale zona di Fuorigrotta. La struttura venne inaugurata nel 6 dicembre 1959, con la gara di campionato contro la Juventus, terminata 2-1 per gli azzurri. Il progetto iniziale prevedeva un solo anello, ma ne fu aggiunto uno inferiore, al di sotto del livello stradale, aumentandone la capienza fino a 87.500 spettatori. Rimodernato parzialmente in occasione dei Campionati Europei del 1980 e successivamente ripresi in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 dove vi fu costruita la copertura e la nuova tribuna stampa, ci fu il rimodernamento della pista di atletica, dell'impianto di illuminazione e l'adeguamento alle norme di sicurezza richieste dalla Fifa, riducendo notevolmente i posti. Venne costruito successivamente il terzo anello superiore, collegato alla base dei pilastri di sostentamento della ricopertura, portando la capienza a 76.824, però dichiarato poi inagibile negli anni successivi. Alla fine degli anni 80 più volte si è discusso sulla volontà di intitolare lo stadio ad Attila Sallustro, storico campione degli anni 30, rimasta poi solo una proposta. Il 6 dicembre del 2009 in occasione del 50° anniversario prima della partita contro il Bari, il Presidente Aurelio De Laurentiis ha consegnato la maglia con il numero 50 a tre protagonisti della partita inaugurale contro la Juventus: Luis Vinicio. Dolo Mistone e Elia Greco.